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Notte di Fuoco a Novacella: Le Candele che Salvano il Vino dal Gelo

BRESSANONE (BOLZANO) – Nel cuore della notte, mentre la valle Isarco riposava sotto un cielo terso, i vigneti dell’Abbazia di Novacella si sono trasformati in un presepe di fiamme. Non era una celebrazione religiosa, né un set cinematografico: era una battaglia disperata contro il termometro.
Con le temperature scese repentinamente a -2°C, i contadini della zona hanno acceso migliaia di grandi candele antigelo tra i filari per creare uno scudo termico e proteggere i fragili germogli, le piccole mele e le neonate albicocche dalle gelate primaverili.
Una barriera di calore contro il ghiaccio
L’immagine dei fuochi che fendono l’oscurità vicino a Bressanone è tanto suggestiva quanto drammatica. Queste “candele”, grandi secchi di cera progettati per bruciare diverse ore, servono a innalzare la temperatura dell’aria intorno alle piante di quei pochi gradi necessari a evitare il congelamento della linfa.
Il calo termico di queste ore ha sorpreso una natura già in pieno risveglio. Dopo un inizio di primavera mite, il gelo tardivo rappresenta il nemico numero uno: i germogli appena nati e i fiori di melo sono infatti estremamente vulnerabili. Una singola notte sotto lo zero può compromettere un’intera stagione di lavoro.
Perché il freddo tardivo fa paura all’agricoltura
Le gelate primaverili sono particolarmente insidiose perché colpiscono le piante nel momento della loro massima fragilità.
- I danni: Quando l’acqua all’interno dei tessuti vegetali congela, aumenta di volume rompendo le membrane cellulari. Il risultato sono foglie “bruciate”, fiori che appassiscono e frutti appena formati che cadono al suolo.
- Le colture a rischio: Oltre ai vigneti, i danni maggiori riguardano le drupacee (albicocche, pesche, ciliegie) e le pomacee come le mele, eccellenza del territorio altoatesino. Anche gli ortaggi precoci come pomodori e zucchine subiscono colpi durissimi.
Non solo fuochi: le tecniche di difesa
L’accensione dei fuochi è solo una delle strategie messe in campo dagli agricoltori. In molte zone dell’Alto Adige si utilizza anche l’irrigazione antibrina: spruzzando acqua sulle piante, si crea una sottile corazza di ghiaccio che, paradossalmente, mantiene la parte interna a una temperatura costante di 0°C, proteggendola dal gelo esterno più rigido.
Verso il sollievo: le previsioni
Nonostante la notte di passione, le notizie in arrivo dal fronte meteorologico portano speranza. A partire da domani, l’alta pressione dovrebbe garantire una risalita delle temperature, con massime che in valle potrebbero superare i 20-24°C, concedendo finalmente tregua ai frutteti e ai vigneti della regione.
Per gli agricoltori di Novacella, quella appena trascorsa rimarrà una notte di veglia e fatica, un promemoria di quanto il legame con la terra resti indissolubile e, a volte, appeso al calore di una fiammella nel buio.
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