Attualità
“Smettetela di chiamarli amore mio”: la scossa di Paolo Crepet ai genitori moderni

3 Aprile 2026 – Non usa mezzi termini, come sua abitudine, Paolo Crepet. Lo psichiatra e sociologo, nel pieno del suo tour Mordere il cielo, torna a colpire nel segno con una critica feroce alla “pedagogia del cuscino” che sta caratterizzando le famiglie italiane. Il messaggio è chiaro: l’eccesso di affetto soffocante e la ricerca ossessiva del comfort stanno togliendo il fiato (e le ali) alle nuove generazioni.
La casa non è più un albergo, è un rifugio dorato
Crepet punta il dito contro la metamorfosi della casa familiare. Se un tempo il mantra dei genitori era “questa casa non è un albergo” per spronare i figli al rispetto delle regole e all’indipendenza, oggi la situazione si è ribaltata.
“I genitori di oggi implorano i figli di restare,” osserva Crepet. “Le case sono diventate alberghi di lusso, pieni di tecnologia ultra-immersiva, divani troppo comodi e videogiochi. Abbiamo creato delle comfort zonetalmente perfette che i ragazzi non hanno più alcuna ambizione di uscirne.”
Il “pericolo” dell’amore mio
Secondo lo psichiatra, l’abuso di termini come “amore mio” o “tesoro” rivolti costantemente ai figli nasconde un’insidia: la creazione di una dipendenza emotiva. L’educazione moderna, troppo concentrata sulla protezione, starebbe fallendo nel suo compito principale: insegnare il rischio.
Per spiegare il suo concetto di autonomia, Crepet cita un ricordo d’infanzia legato a sua nonna Maddalena. La sua frase non era un bacio della buonanotte, ma un imperativo di fiducia: “Badati”. “Significava: sono sicura che tu sia capace di badare a te stesso,” spiega lo psichiatra. Oggi, invece, i genitori “badano” ai figli in modo asfissiante, sostituendosi a loro in ogni difficoltà e impedendo loro di misurarsi con i propri limiti.
Dal “Guardiano” all’”Istruttore di Volo”
Il cambio di paradigma proposto da Crepet richiede coraggio. Il genitore deve smettere di essere un custode della sicurezza per diventare un istruttore di volo.
- Insegnare a cadere: La libertà passa per la possibilità di sbagliare. Un figlio che non cade mai non imparerà mai a rialzarsi.
- Fiducia contro Protezionismo: “Perché non credete nei vostri figli?” chiede provocatoriamente Crepet. Proteggerli da tutto significa, implicitamente, comunicare loro che non li riteniamo capaci di farcela da soli.
- Oltre la comodità: L’autonomia si conquista fuori dal divano. Solo affrontando il mondo reale, con le sue asperità, si sviluppa la forza di volontà necessaria per diventare adulti consapevoli.
Una riflessione necessaria
Il pensiero di Crepet, per quanto divisivo e spesso percepito come “duro”, invita a una riflessione profonda: stiamo crescendo figli felici o solo figli comodi?
Educare al rischio non significa negare l’affetto, ma trasformarlo in uno strumento di emancipazione. L’obiettivo finale non è un figlio che ubbidisce o che resta vicino, ma un adulto che sa volare lontano, sicuro della propria capacità di “badarsi”.
The post “Smettetela di chiamarli amore mio”: la scossa di Paolo Crepet ai genitori moderni first appeared on ADN24.
