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Generazione Z: la rivoluzione dell’ “Early Night”. Perché i ventenni oggi vanno a letto alle 22

Generazione Z: la rivoluzione dell’ “Early Night”. Perché i ventenni oggi vanno a letto alle 22

Dimenticate le ore piccole, i club affollati fino all’alba e il mito della “notte che non finisce mai” tipico dei Millennial. Per la Generazione Z (i nati tra la fine degli anni ’90 e i primi del 2010), il nuovo status symbol non è un drink alle due del mattino, ma un pigiama di seta e otto (o nove) ore di sonno ininterrotto. È il fenomeno dell’Early Night, la tendenza globale a coricarsi presto che sta trasformando i ventenni nei nuovi “dormiglioni” del pianeta.

I numeri del riposo: quasi 10 ore sotto le lenzuola

I dati confermano il cambiamento: secondo l’American Time Use Survey, nel 2022 i ventenni hanno dormito in media 9 ore e 28 minuti, con un incremento dell’8% rispetto al 2010. Un’analisi di Sleep Number rivela che la fascia 16-34 anni spegne la luce, mediamente, entro le 22:00.

Questa scelta si inserisce nel più ampio trend virale delle #SoftGirl e della Slow Life: uno stile di vita che rifiuta la frenesia e la produttività tossica a favore del comfort e della cura di sé.

La scienza del “Benessere Notturno”

Perché questa fretta di andare a dormire? I giovani sono oggi molto più consapevoli dei benefici biologici del sonno:

  • Regolazione della Melatonina: Coricarsi presto aiuta a mantenere il ciclo circadiano (il nostro orologio interno) in sintonia con i ritmi naturali, migliorando l’umore e il metabolismo.
  • Consolidamento della Memoria: Il sonno profondo è cruciale per elaborare le informazioni apprese durante il giorno.
  • Salute Mentale: Dormire bene riduce il rischio di malattie cardiovascolari, ansia e irritabilità. Al contrario, la privazione del sonno è correlata a una libido bassa e a una minore gestione dello stress.

L’altra faccia della medaglia: il sonno come rifugio?

Tuttavia, gli esperti invitano a non guardare l’Early Night solo attraverso lenti rosee. Dietro la scelta di restare a casa potrebbe nascondersi un mix di motivazioni economiche e psicologiche meno entusiasmanti:

  1. Ragioni Economiche: “Dove vai se i soldi non ce li hai?”. Per molti giovani, la mancanza di disponibilità finanziaria preclude l’accesso alla vita notturna. Restare a casa diventa una scelta obbligata, e il sonno l’unica attività “gratuita” rimasta.
  2. Ansia e Salute Mentale: Un’indagine di Telefono Azzurro e Bva Doxa rileva che il 21% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni si sente costantemente ansioso. La richiesta per il Bonus Psicologo è triplicata, segno di un disagio profondo.
  3. Lo “Sleep Divorce”: Persino tra le coppie più giovani si sta diffondendo la pratica di dormire in stanze separate per garantire la qualità del riposo, mettendo la salute individuale davanti alla condivisione dello spazio.

Il rischio: Se da un lato andare a letto presto è un’ottima abitudine di salute, dall’altro bisogna vigilare affinché il cuscino non diventi un luogo dove “affogare” le proprie angosce per non affrontarle.

Conclusione: Un’ancora di salvezza o una rinuncia?

L’Early Night è una delle risposte della Gen Z a un mondo percepito come stancante e instabile. Che sia per massimizzare le performance del giorno dopo o per sfuggire a una realtà che offre poche prospettive economiche, i giovani stanno riscrivendo le regole del tempo libero. La sfida per la società sarà capire se questo ritorno al riposo sia un segno di ritrovato equilibrio o il sintomo di una generazione che ha deciso di ritirarsi, silenziosamente, sotto le coperte.

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