Attualità
Maxi-sequestro al Porto di Gioia Tauro: oltre 175 kg di cocaina purissima intercettati


Il fatto
Nella giornata del 12 novembre 2025, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli presso il porto di Gioia Tauro, ha portato a termine un’operazione di grande rilievo: sono stati sequestrati oltre 175 chilogrammi di cocaina purissima all’interno dell’area portuale.
La sostanza stupefacente era nascosta in tre container che trasportavano prodotti alimentari surgelati (polpo e gamberi). Due di questi container provenivano dall’America Latina e avevano come destinazioni l’Italia e alcuni Paesi dell’Europa dell’Est.
In particolare sono stati rinvenuti 154 panetti di cocaina occultati all’interno dei carichi dichiarati come prodotti ittici.
Le modalità dell’operazione
- I tre container sono stati selezionati grazie ai controlli scanner radiogeni dell’Agenzia delle Dogane e, successivamente, sottoposti all’ispezione delle unità cinofile del Gruppo di Gioia Tauro della Guardia di Finanza.
- I carichi dichiarati erano surgelati (polpo, gamberi), tecnica utilizzata per cercare di eludere i controlli doganali e di sicurezza.
- Il valore stimato sul mercato illecito della quantità sequestrata supera 30 milioni di euro.
L’importanza dell’intervento
Questo sequestro conferma alcuni punti cruciali:
- L’area del porto di Gioia Tauro è ancora un snodo strategico per il traffico internazionale di sostanze stupefacenti, in particolare per la cocaina proveniente dall’America Latina.
- La collaborazione tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane si dimostra efficace nel contrasto alle forme più sofisticate di illecito, che utilizzano canali commerciali “legali” come i container di merci alimentari.
- Il fatto che la cocaina fosse già “purissima” indica che la partita era probabilmente destinata a entrare in un circuito di distribuzione ad alto livello, o già predisposta per la “taglatura” finale nei mercati europei.
Implicazioni e proseguimento dell’indagine
Gli atti relativi all’operazione sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Palmi per gli accertamenti di loro competenza.
Le autorità investigative stanno ora cercando di ricostruire:
- l’intera filiera logistica del traffico (originatori del carico, destinazioni finali, soggetti coinvolti)
- il coinvolgimento di eventuali organizzazioni criminali strutturate a livello nazionale o internazionale
- i canali di “riciclaggio” dei proventi del traffico associati a questa partita.
Un monito per il sistema portuale
Questo episodio scuote il contesto della logistica portuale calabrese: da un lato evidenzia l’efficacia dei controlli, dall’altro richiama l’attenzione sulle vulnerabilità dei grandi scali meridionali. Il fatto che la droga fosse nascosta in un carico dichiarato come pesce surgelato dimostra come le organizzazioni criminali cercano vie sempre più creative per eludere la vigilanza.
L’intervento al porto di Gioia Tauro rappresenta un colpo importante al traffico di cocaina in Calabria e in Europa, e un momento di rilievo per le forze dell’ordine impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata. Rimane però chiaro che la lotta non è finita: questo sequestro è tanto un successo quanto un campanello d’allarme sulle capacità dei sodalizi di adattarsi e innovare nelle modalità di traffico.
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