Attualità
Maierato, Arsac promuove la valorizzazione del grano antico Rosìa: tra biodiversità, tradizione e futuro
Un evento dedicato alla riscoperta del grano Rosìa ha acceso ieri i riflettori sulla Piana degli Scrisi, riunendo agricoltori, tecnici, istituzioni e cittadini per celebrare un patrimonio che unisce biodiversità, cultura rurale e innovazione agroalimentare.
Grano Rosìa: un tesoro da tutelare
Il Rosìa è una varietà antica di Triticum aestivum, ideale per la panificazione, pasta fresca e prodotti da forno. Grazie alla mappatura genetica condotta dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria, è stato riconosciuto come specie unica ed è stato inserito nell’Albo Regionale della Biodiversità, perché a rischio di estinzione per le limitate superfici coltivate.
Gli agricoltori di Maierato, con il supporto di ARSAC, si impegnano ogni anno a salvaguardare la purezza del seme, preservando così un patrimonio trasmesso da generazioni .
Una giornata tra formazione e degustazioni
L’appuntamento si è aperto con interventi istituzionali – il sindaco Giuseppe Rizzello e Vincenzo Griffo, presidente dell’Associazione Contadini Maierato – e la partecipazione di esperti ARSAC come Maurizio Angotti, Simone Satunino e Vincenzo Loiacono .
Il cuore dell’iniziativa è stata la dimostrazione pratica di mietitura e trebbiatura secondo metodi tradizionali: un laboratorio vivo per tramandare saperi contadini .
A seguire, degustazioni di pane, pasta fresca e dolci realizzati con farina Rosìa, per mostrare il valore nutraceutico e gastronomico della varietà .
Comunità del Cibo e filiera corta
L’evento ha anche sancito il lancio della “Comunità del Cibo” locale: un modello partecipativo e sostenibile ispirato alle leggi nazionali (L. 194/2015, L.R. 205/2017), che promuove filiere corte e trasformazioni locali a basso impatto ambientale .
Questo approccio crea una rete stabile tra produttori, tecnici, trasformatori e consumatori, valorizzando al contempo l’identità agricola e culturale del territorio.
Biodiversità e salute alimentare
A confronto con i frumenti moderni, spesso alterati da mutazioni genetiche per aumentare la resa, il Rosìa emerge per la sua maggiore digeribilità e qualità nutrizionale.
La sua riscoperta rientra nel più ampio progetto Agrobiocal di ARSAC, finalizzato a tutelare le varietà antiche calabresi, tra cui il Rosìa e la Secria di Bagnara, considerati veri “tesori preziosi” per il territorio .
Tra passato e innovazione
L’evento segue la tradizione delle feste rurali locali, simili alla “Festa della trebbiatura” di Maierato – celebrata negli anni passati – in cui si uniscono ritualità antiche e voglia di futuro condiviso .
L’iniziativa rappresenta un modello virtuoso di valorizzazione agricola: dalla conservazione genetica alla produzione, trasformazione e consumo, il percorso del Rosìa dimostra come tradizione, biodiversità e sostenibilità possano convivere e generare opportunità economiche e culturali per il territorio.
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