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Caso Nordio, Ranucci a Report: «Non ho dato notizie false, stavo verificando. Mi difenderò a mie spese»

ROMA – Non è una ritirata, ma una precisazione puntuale quella di Sigfrido Ranucci. Il conduttore di Report ha utilizzato lo spazio della sua trasmissione per rispondere alle accuse di aver diffuso “fake news” riguardanti il Ministro della Giustizia e il presunto dossier sulla grazia a Nicole Minetti.
La distinzione: notizia data vs notizia in verifica
Il fulcro della polemica risiede nelle dichiarazioni rilasciate da Ranucci a Bianca Berlinguer, dove aveva menzionato una fonte secondo cui il Ministro Nordio sarebbe stato visto in Uruguay, nel ranch di Giuseppe Cipriani (compagno di Nicole Minetti).
Ieri sera, Ranucci ha ribadito la sua linea:
“Non ho dato una notizia non verificata, ma ho detto che stavamo verificando una notizia”.
Una sfumatura semantica che per il giornalista fa tutta la differenza del mondo in termini di deontologia professionale. Tuttavia, Ranucci non ha nascosto un certo rammarico per le modalità comunicative: “Sono caduto in un eccesso, cospargo il capo di cenere”, ha ammesso, riconoscendo che l’enfasi del momento televisivo possa aver distorto la percezione del messaggio.
La querela e la rinuncia alla tutela Rai
Il Ministro Nordio, sentendosi leso dalle insinuazioni, ha già annunciato azioni legali. In questo scenario, Ranucci ha preso una decisione che ha sorpreso molti e che segna un punto di rottura rispetto alle prassi aziendali: rinuncerà alla tutela legale della Rai.
- Autonomia economica: «Mi difenderò a mie spese», ha dichiarato fermamente.
- Tutela del servizio pubblico: Il giornalista ha spiegato di non voler esporre l’azienda a rischi finanziari, considerando che la Rai gestisce soldi pubblici derivanti dal canone.
- Assunzione di responsabilità: Un gesto che punta a sottolineare l’autonomia della redazione di Report e la volontà di rispondere personalmente delle proprie inchieste.
Il “Ranch in Uruguay” e il libro di Ranucci
Tutto era nato durante la presentazione del nuovo libro di Ranucci. In quell’occasione, il giornalista aveva anticipato frammenti di un’indagine che collegava figure istituzionali a proprietà sudamericane di Giuseppe Cipriani. Il riferimento alla Minetti e a una possibile grazia aveva alzato immediatamente la temperatura del dibattito politico, portando il Ministero della Giustizia a una smentita categorica e alla successiva via legale.
La vicenda si sposta ora dalle telecamere alle aule di tribunale. Ranucci conclude ribadendo che il lavoro di Report sulla trasparenza del potere non si fermerà, nonostante le pressioni e i procedimenti legali che, come in questo caso, vengono affrontati “in proprio”.
