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Calabria, l’Oro Dolce e il Paradosso del Lavoro: 2mila Imprese ma Caccia a 730 Pasticcieri

Calabria, l’Oro Dolce e il Paradosso del Lavoro: 2mila Imprese ma Caccia a 730 Pasticcieri

CATANZARO – La Pasqua in Calabria non è solo una ricorrenza religiosa, ma un colossale motore economico che affonda le radici in una maestria artigiana senza eguali. Tuttavia, dietro le vetrine scintillanti di cuzzupepastiere e uova di cioccolato, emerge un quadro di luci e ombre: se da un lato la regione brilla per numero di imprese, dall’altro sbatte contro il muro della carenza di personale e del caro materie prime.

Un primato artigiano: Quinta in Italia

Secondo l’ultimo report dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Calabria, il settore conta 2.460 imprese attive. Il dato sorprendente è l’incidenza dell’artigianato: ben 1.905 unità (il 77,4% del totale) sono laboratori artigiani. Questa densità colloca la Calabria al quinto posto nazionale per vocazione artigianale nel comparto dolciario.

Le province di Vibo Valentia (84,5%) e Reggio Calabria (84,2%) guidano questa classifica interna, dimostrando come il “fatto a mano” sia ancora il pilastro della produzione locale. Un patrimonio arricchito da 270 prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) e 21 certificazioni tra DOP e IGP, dove la pasticceria e la panetteria coprono oltre il 32% delle referenze totali.

Il paradosso occupazionale: mancano 730 professionisti

Il vero grido d’allarme arriva però dal fronte del lavoro. Nonostante una richiesta di 1.300 nuovi ingressi tra pasticcieri, panettieri e figure affini prevista per il 2025, le imprese faticano a trovare candidati.

  • Posti vacanti: Sono 730 le figure che risultano “difficili da reperire”.
  • Difficoltà di reclutamento: Con una quota del 56,2% di posizioni scoperte, la Calabria è la quarta regione in Italia per gravità della carenza di manodopera qualificata.

“È un patrimonio che rischiamo di indebolire se non troviamo forze fresche,” commenta Salvatore Ascioti, presidente di Confartigianato Imprese Calabria. “La maestria degli artigiani attira i consumatori, ma serve continuità generazionale.”


La tempesta perfetta: Rincari e Geopolitica

Oltre alla mancanza di braccia, i pasticcieri calabresi devono fare i conti con un listino prezzi delle materie prime inarrestabile. Rispetto allo scorso anno, i dati segnano aumenti pesanti:

  • Cacao in polvere: +17%
  • Caffè: +12,9%
  • Cioccolato: +6,8%

Questi incrementi si sono già ribaltati sui prezzi al consumo, con un aumento del 3,1% per gelati e pasticceria registrato a febbraio 2026. A pesare sul futuro prossimo è anche l’incertezza energetica: le tensioni internazionali legate alla Guerra del Golfo minacciano nuovi picchi nelle bollette, mettendo a rischio l’equilibrio economico di laboratori che utilizzano forni e macchinari ad alto consumo.

Cosa aspettarsi per la Pasqua 2026?

Nonostante le difficoltà, la qualità resta il baluardo degli artigiani calabresi. Per questa Pasqua, i consumatori troveranno prodotti sempre più radicati nel territorio (come dimostra l’uso crescente del Bergamotto di Reggio Calabria o del cedro), ma dovranno prepararsi a un leggero ritocco dei prezzi, specialmente per le uova di cioccolato artigianali.

La sfida per il futuro è chiara: investire nella formazione per colmare quel vuoto di 730 lavoratori e tutelare un settore che, nonostante i rincari, continua a rappresentare l’anima dolce e produttiva della Calabria.

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