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Terremoto appalti informatici: perquisizioni al Ministero della Difesa, RFI e Terna.

Terremoto appalti informatici: perquisizioni al Ministero della Difesa, RFI e Terna.

Nuova maxi-inchiesta della Procura di Roma: 26 indagati per corruzione e riciclaggio. Nel mirino generali, dirigenti e il Polo Strategico Nazionale.

ROMA, 26 marzo 2026 – Una nuova, pesantissima ondata di perquisizioni sta interessando i gangli vitali dello Stato e delle principali infrastrutture del Paese. Su ordine della Procura di Roma, gli uomini della Guardia di Finanza hanno fatto irruzione negli uffici del Ministero della Difesa, di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), di Terna e del Polo Strategico Nazionale.

L’operazione, coordinata dal sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice, rappresenta l’evoluzione dell’inchiesta che nell’ottobre 2024 portò al clamoroso arresto dell’ex DG di Sogei, Paolino Iorio.

Le accuse: un sistema di “mazzette” hi-tech

Al centro dell’indagine ci sono presunte irregolarità sistematiche nell’assegnazione di appalti informatici. I reati ipotizzati dagli inquirenti sono gravissimi:

  • Corruzione e traffico di influenze illecite;
  • Riciclaggio e autoriciclaggio;
  • Turbativa d’asta.

Complessivamente sono 26 gli indagati, tra cui figurano nomi eccellenti: generali della Difesa, alti dirigenti di imprese pubbliche e noti imprenditori del settore tecnologico. Tra i perquisiti spunta nuovamente il nome di Antonio Angelo Masala, ufficiale di Marina già lambito dal primo filone dell’inchiesta.

Il legame con il caso Sogei

Questo nuovo capitolo giudiziario affonda le radici nel blitz del 2024, quando Paolino Iorio venne colto in flagrante mentre intascava una tangente da 15.000 euro. In quell’occasione, le perquisizioni portarono al rinvenimento di oltre 100.000 euro in contanti nell’abitazione del manager, che ha successivamente patteggiato una pena a tre anni.

Secondo gli inquirenti, quel primo arresto era solo la punta di un iceberg. Il sistema di “scambio” tra favori negli appalti e denaro contante si sarebbe esteso ben oltre Sogei, arrivando a toccare la gestione dei dati e delle infrastrutture critiche del Paese, come il Polo Strategico Nazionale, la cassaforte digitale della Pubblica Amministrazione.

Perquisizioni a tappeto

Dalle prime ore di stamattina, le Fiamme Gialle stanno acquisendo documenti, dispositivi informatici e corrispondenza elettronica presso le sedi istituzionali e le abitazioni private degli indagati. L’obiettivo è ricostruire la filiera delle decisioni che hanno portato all’assegnazione di contratti milionari per la digitalizzazione e la sicurezza delle reti.

Le reazioni

Mentre dai ministeri coinvolti e dalle aziende (Terna e RFI) filtra per ora il massimo riserbo, la notizia sta scatenando un violento dibattito politico sulla trasparenza negli appalti pubblici legati al PNRR e alla transizione digitale. La Procura sembra intenzionata a fare luce su quello che appare come un vero e proprio “cartello” capace di condizionare le scelte strategiche della Difesa e dell’energia in cambio di illeciti profitti.

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