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Salvata tra gli scogli del Cilento: la storia di Pioppina, la tartaruga vittima dei rifiuti

Salvata tra gli scogli del Cilento: la storia di Pioppina, la tartaruga vittima dei rifiuti

Trovata intrappolata tra lenze e corde lungo il litorale salernitano, la giovane tartaruga è ora ricoverata alla Stazione Zoologica Anton Dohrn. Ore decisive per il suo recupero.

PIOPPI (SA) – L’hanno chiamata Pioppina, in onore della località che le ha ridato la vita. La piccola tartaruga è stata avvistata tra gli scogli da alcuni cittadini che, notando l’animale in evidente stato di sofferenza e impossibilitato a muoversi, hanno immediatamente allertato l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali).

Pioppina era rimasta vittima della “trappola invisibile” che affligge i nostri mari: era completamente avvolta da corde, lenze e detriti plastici che le stringevano il corpo, impedendole di nuotare e nutrirsi.

Un salvataggio meticoloso

I volontari dell’Enpa, giunti sul posto, hanno operato con estrema cautela. Liberare una tartaruga da grovigli di questo tipo è un lavoro di precisione: ogni taglio alle corde deve essere effettuato senza causare ulteriori traumi ai tessuti già compromessi. Dopo un intervento lungo e delicato, Pioppina è stata finalmente liberata dalla morsa dei rifiuti marini.

La corsa verso il centro di recupero

Dopo le prime cure d’emergenza prestate sul litorale, la tartaruga è stata trasferita d’urgenza presso la sede di Portici della Stazione Zoologica Anton Dohrn, eccellenza mondiale per lo studio e la conservazione della fauna marina.

I medici veterinari del centro hanno effettuato i primi accertamenti, dai quali è emerso un quadro clinico complesso:

  • Lesioni da intrappolamento: Ferite profonde causate dal prolungato sfregamento con le corde.
  • Malformazione: È stata riscontrata una malformazione a una delle pinne anteriori, che richiederà ulteriori analisi per capire se sia congenita o legata al trauma.
  • Stato di shock: L’animale è attualmente sotto stretta osservazione in una vasca di degenza.

L’allarme degli esperti

Il caso di Pioppina è purtroppo solo la punta dell’iceberg. Ogni anno migliaia di tartarughe marine restano ferite o muoiono a causa dell’abbandono di attrezzi da pesca e rifiuti plastici. Le prossime ore saranno fondamentali per capire se Pioppina riuscirà a superare la fase critica e iniziare il percorso di riabilitazione che, si spera, la riporterà un giorno nelle acque cristalline del Cilento.

Le autorità e le associazioni ambientaliste colgono l’occasione per ricordare ai bagnanti e ai pescatori l’importanza di non abbandonare mai materiali in mare e di segnalare tempestivamente ogni animale in difficoltà alle autorità competenti (Guardia Costiera o associazioni autorizzate).

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