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Referendum Giustizia, i primi poll: il “No” è avanti, ma è un testa a testa. Si dimette il presidente dell’ANM Parodi

Chiusi i seggi per la consultazione sulla riforma. Secondo Tecnè, il No oscilla tra il 50-54%. Affluenza record al 46% già domenica sera. Cesare Parodi lascia la guida delle toghe per “motivi personali”.
ROMA – Si è conclusa la maratona elettorale per il Referendum sulla giustizia 2026. Alle 15:00 di oggi, lunedì 23 marzo, le urne sono state sigillate e i primi dati degli intention poll descrivono un’Italia spaccata a metà, con un leggero vantaggio del fronte contrario alla riforma.
I numeri: No in vantaggio, ma il margine è sottile
Secondo il secondo intention poll realizzato dall’istituto Tecnè, il risultato resta ancora in bilico, sebbene il No sembri avere una marcia in più:
- NO: 50% – 54%
- SÌ: 46% – 50%
Trattandosi di un referendum confermativo, la legge non prevede il raggiungimento di un quorum: la riforma passerà o sarà bocciata sulla base della semplice maggioranza dei voti validi, a prescindere dal numero di elettori. Tuttavia, la partecipazione è stata sorprendentemente alta.
Affluenza record: gli italiani tornano alle urne
Il dato definitivo sulla partecipazione conferma un interesse inaspettato per i temi della giustizia. Già alla chiusura della prima giornata di voto (domenica 22 marzo alle ore 23), l’affluenza si era attestata al 46,07%, un balzo enorme rispetto alle consultazioni referendarie degli ultimi anni (nel 2025 si era fermata poco sopra il 22%). Le proiezioni suggeriscono che il dato finale potrebbe sfiorare o superare il 60%.
Terremoto nell’ANM: le dimissioni di Cesare Parodi
A rendere la giornata ancora più incandescente è stata la notizia arrivata alle 15:27: Cesare Parodi si è dimesso da presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM).
Le dimissioni, comunicate ufficialmente per “motivi personali”, hanno scosso il mondo giudiziario proprio mentre iniziava lo spoglio delle schede. Secondo fonti interne, Parodi avrebbe scelto di annunciare il passo indietro poco prima della diffusione dei risultati definitivi per “slegare la sua decisione dall’esito del voto” e non influenzare il dibattito politico.
La decisione arriva dopo giorni di tensioni: solo 48 ore fa, l’auto del magistrato era stata trovata danneggiata sotto la sua abitazione a Torino, un episodio su cui sono ancora in corso le indagini. Sabato prossimo il Comitato Direttivo Centrale dell’ANM si riunirà per eleggere il successore in quella che si preannuncia come la fase più delicata per le “toghe” dal dopoguerra a oggi.
Cosa succede ora?
Con la copertura del campione al 75%, gli analisti invitano alla prudenza: lo scarto tra i due fronti rientra nel margine di errore statistico. Lo spoglio proseguirà per tutto il pomeriggio e la serata, decretando se la riforma della giustizia diventerà legge o se il progetto verrà rispedito al mittente dal corpo elettorale.
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