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Serbia, sfida all’Occidente: acquistati missili cinesi per i caccia MiG-29

Serbia, sfida all’Occidente: acquistati missili cinesi per i caccia MiG-29

Il Presidente Vucic conferma l’arrivo dei missili aria-superficie CM-400AKG. “Ne abbiamo un numero significativo”. Ira dei vicini croati e imbarazzo tra UE e NATO: “A rischio l’equilibrio regionale”.

BELGRADO – La notizia era nell’aria dopo che alcune immagini di caccia serbi equipaggiati con nuovi armamenti erano trapelate sui social media, ma la conferma ufficiale è arrivata giovedì direttamente dal Presidente Aleksandar Vucic. Durante un intervento in diretta sulla tv di Stato RTS, il leader serbo ha annunciato che la Serbia è ora in possesso dei missili cinesi CM-400AKG, un’arma potente e sofisticata destinata alla propria forza aerea.

Tecnologia cinese su jet sovietici

Il dato tecnico che colpisce gli analisti militari è l’integrazione tecnologica: Belgrado è riuscita ad adattare i propri caccia MiG-29 di fabbricazione sovietica per trasportare e lanciare questi missili aria-superficie di produzione cinese.

“Ne abbiamo già un numero significativo e ne avremo ancora di più”, ha dichiarato Vucic, mantenendo però il massimo riserbo sul costo dell’operazione, limitandosi a menzionare di aver ricevuto un “leggero sconto” da Pechino.

Un equilibrismo geopolitico sempre più teso

L’acquisto dei CM-400AKG pone la Serbia in una posizione diplomatica ambigua e complessa:

  • Candidata UE: La Serbia punta ufficialmente all’adesione all’Unione Europea, che richiede l’allineamento delle politiche estere e di sicurezza.
  • Partner NATO: Partecipa al programma Partnership for Peace, pur mantenendo una neutralità militare dichiarata.
  • Asse Mosca-Pechino: Storico alleato della Russia, Belgrado sta stringendo legami sempre più profondi con la Cina, sia a livello economico (nuova Via della Seta) che militare.

La protesta della Croazia: “Corsa agli armamenti”

La reazione dei paesi vicini non si è fatta attendere. La Croazia, membro NATO e UE che ha combattuto contro la Serbia nelle guerre jugoslave degli anni ’90, ha espresso forte preoccupazione. Zagabria ha definito l’arrivo dei missili cinesi una minaccia alla stabilità regionale e un tentativo deliberato di alterare l’equilibrio militare nei Balcani, paventando l’inizio di una nuova e pericolosa corsa agli armamenti nell’area.


L’iniziativa di Belgrado rischia di rallentare ulteriormente il processo di integrazione europea, sollevando dubbi sulla reale volontà della Serbia di recidere i legami militari con potenze extra-UE. Mentre Vucic rivendica la sovranità nelle scelte di difesa, Bruxelles e Washington osservano con crescente sospetto quella che sembra una manovra per trasformare i Balcani in un avamposto della tecnologia militare cinese nel cuore dell’Europa.

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