Attualità
Grammy tra record e rivolta: trionfano Billie Eilish e Bad Bunny, ma Trump attacca: «È spazzatura»
La popstar vince la terza “Canzone dell’anno”, mentre l’artista portoricano fa la storia con un album in spagnolo. Sul palco esplode il movimento “Ice Out” contro le politiche migratorie.
Una notte di gloria musicale trasformata in un manifesto politico. Mentre il mondo celebrava il talento di Billie Eilish e il primato storico di Bad Bunny, il clima si è surriscaldato per le bordate arrivate dalla politica. Donald Trump, attraverso i suoi canali social, ha bollato l’evento come un teatrino irrilevante: «Lo spettacolo è spazzatura, conta solo la politica», ha dichiarato l’ex Presidente, riferendosi chiaramente alle posizioni progressiste espresse dagli artisti.
Billie Eilish nella leggenda: tris d’oro
Nonostante il “rumore di fondo” politico, la musica ha parlato chiaro. Billie Eilish ha inciso per la terza volta il suo nome nel marmo dei Grammy:
- Il premio: Ha vinto come Canzone dell’anno con la ballata “Wildflower”.
- Il record: Si tratta della sua terza statuetta in questa categoria, dopo i successi di Bad Guy (2020) e What Was I Made For? (2024).
- Il simbolo: Accompagnata dal fratello e produttore Finneas, Billie ha sfoggiato sul red carpet e sul palco la spilletta “Ice Out”, il nuovo simbolo della resistenza delle star americane contro le politiche restrittive sull’immigrazione.
Bad Bunny: la storia è in spagnolo
Il momento più alto della serata è stato segnato da Bad Bunny. L’idolo portoricano, che si appresta a infiammare l’Halftime show del Super Bowl tra poche notti, ha ottenuto un risultato senza precedenti:
- Miglior Album dell’anno: È il primo artista in assoluto a vincere il premio più prestigioso con un disco interamente in lingua spagnola, “Debí Tirar Más Fotos”.
- Battuti i colossi: Bunny ha superato nomi del calibro di Lady Gaga, Kendrick Lamar e Justin Bieber.
- Il grido “Ice Out”: Salito sul palco per ritirare il premio, l’artista ha lanciato un messaggio potente e diretto alla Casa Bianca e ai sostenitori della linea dura:
«Prima di ringraziare Dio, voglio dire: Ice Out. Non siamo animali o alieni, siamo esseri umani e siamo americani».
La sua dichiarazione è stata accolta da una standing ovation interminabile, confermando come il mondo della musica si senta direttamente minacciato dalle recenti retoriche nazionaliste.
Lo scontro culturale
L’attacco di Trump ai Grammy non è solo una critica estetica, ma una strategia comunicativa. Per il leader repubblicano, lo showbiz rappresenta quell’élite culturale da combattere, mentre per gli artisti la spilletta “Ice Out” è diventata l’unico strumento per dare voce a chi, secondo loro, è stato privato di dignità dalle ultime politiche federali.
La musica americana ha scelto da che parte stare: non è più solo intrattenimento, ma un megafono per i diritti civili. Resta da capire se questo scontro frontale influenzerà l’opinione pubblica o se, come sostiene Trump, la politica abbia ormai definitivamente eclissato lo spettacolo.
The post Grammy tra record e rivolta: trionfano Billie Eilish e Bad Bunny, ma Trump attacca: «È spazzatura» first appeared on ADN24.
-
Attualità10 ore faAlla Roma solo Malen, un grande Napoli la riduce a spettatrice con un 2-2
-
Attualità10 ore faBrignone “Mi chiedo come sia accaduto, Mattarella sempre umile e rispettoso”
-
Attualità10 ore faTrump “Dai membri del Board of Peace oltre 5 miliardi per Gaza”
-
Attualità10 ore faCina, obiettivo industria del tè da 1.500 mld di yuan entro il 2030
-
Attualità10 ore faIran, Araghchi: “La resa alle minacce non è un’opzione sul tavolo”
-
Economia46 minuti faBankitalia, nel 2025 il debito pubblico in rialzo a 3.095,5 miliardi
-
Economia46 minuti faVetere “Il contratto Uspi-Figec è a tutti gli effetti valido”
-
Economia46 minuti faIl Mimit istituisce un fondo di 50 milioni per formare il personale delle Pmi nel Mezzogiorno
