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Motori

Fermo amministrativo, via libera alla rottamazione dei veicoli

I veicoli sottoposti a fermo amministrativo potranno finalmente essere rottamati. La novità arriva da un disegno di legge approvato nei giorni scorsi dal Senato, che introduce un cambiamento significativo nella gestione dei mezzi gravati da debiti. Fino a oggi, infatti, le auto colpite da fermo amministrativo non potevano essere né demolite né cancellate dal Pra, il pubblico registro automobilistico, restando di fatto bloccate in una sorta di limbo giuridico. Con la nuova norma, il vincolo che impediva la radiazione viene rimosso, pur senza cancellare il debito che ha originato il fermo.

L’obiettivo dichiarato del provvedimento è quello di ridurre il numero di auto inutilizzate e abbandonate sulle strade italiane, un fenomeno che incide negativamente sul decoro urbano e sull’ambiente. Migliaia di veicoli, spesso non più marcianti, rimangono parcheggiati per anni in aree pubbliche o private perché impossibili da rottamare. La possibilità di procedere alla demolizione dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo mira quindi a fare piazza pulita di questi relitti, migliorando la sicurezza e la qualità degli spazi urbani.

La rottamazione non sarà però automatica. Per essere cancellato dal Pra, il veicolo dovrà rientrare nella definizione tecnica di mezzo fuori uso e dovrà essere accompagnato da un’attestazione di inutilizzabilità. La norma precisa inoltre che la demolizione non comporta alcuna agevolazione per il proprietario. Chi rottama un’auto sottoposta a fermo amministrativo, o chi acquisisce la disponibilità del veicolo, non potrà beneficiare di contributi, incentivi o bonus pubblici per l’acquisto di un nuovo mezzo. Il debito che ha dato origine al fermo, infatti, resterà pienamente esigibile.

Un ruolo attivo è attribuito anche agli enti locali. Comuni, province, città metropolitane o l’ente proprietario della strada potranno intervenire direttamente nei casi in cui un veicolo fuori uso venga rinvenuto da organi pubblici, non venga reclamato dal proprietario o sia acquisito per occupazione. Prima della demolizione, tuttavia, il proprietario dovrà essere avvisato e avrà 60 giorni di tempo per opporsi all’attestazione di inutilizzabilità. In assenza di risposta, l’ente potrà procedere alla rimozione, alla demolizione e alla cancellazione dal pubblico registro automobilistico, senza che l’iscrizione del fermo amministrativo possa costituire un ostacolo.

Il provvedimento approvato dal Senato rappresenta dunque una svolta nella gestione dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo, con l’obiettivo di coniugare il recupero del decoro urbano e la tutela ambientale, senza rinunciare alla riscossione dei crediti.

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