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Emicrania pediatrica: un anticorpo dimezza gli attacchi. Il successo dello studio SPACE

Pubblicato sul New England Journal of Medicine, lo studio rivela l’efficacia del Fremanezumab nei pazienti tra i 6 e i 17 anni. Piero Barbanti (San Raffaele): «Risultato impensabile fino a pochi anni fa».

Non è solo un mal di testa, ma una patologia invalidante che colpisce migliaia di giovanissimi, compromettendo scuola, sport e vita sociale. Oggi, però, la lotta all’emicrania pediatrica dispone di un’arma nuova e potente: il Fremanezumab. Si tratta di un anticorpo monoclonale specifico che ha dimostrato di poter abbattere drasticamente la frequenza delle crisi, agendo in modo mirato su uno dei principali “interruttori” del dolore nel cervello.


La molecola e il meccanismo d’azione

Il Fremanezumab è un anticorpo progettato per colpire il CGRP (Peptide correlato al gene della calcitonina), una proteina che trasmette i segnali del dolore durante un attacco di emicrania.

  • Target specifico: A differenza dei farmaci tradizionali, questa molecola agisce come un “blocco” selettivo, impedendo al CGRP di attivare i recettori del dolore.
  • Approvazione FDA: Lo scorso agosto, la Food and Drug Administration (FDA) ne ha autorizzato l’uso pediatrico negli USA, rendendola la prima terapia anti-CGRP valida per tutte le età. In Europa, l’iter di approvazione è attualmente in corso.

I risultati dello studio SPACE

La ricerca, condotta su 237 pazienti di età compresa tra i 6 e i 17 anni affetti da emicrania episodica, ha prodotto dati sorprendenti:

  1. Efficacia: In soli tre mesi, oltre la metà dei soggetti ha visto ridursi il numero di attacchi del 50% o più.
  2. Sicurezza: Lo studio non ha evidenziato eventi avversi rilevanti, confermando l’ottima tollerabilità della molecola anche nell’organismo in crescita dei più piccoli.
  3. Qualità della vita: La riduzione delle crisi si traduce immediatamente in un minor ricorso a farmaci antidolorifici e in un ritorno alla normale routine quotidiana.

«Un risultato impensabile fino a pochi anni fa — commenta il professor Piero Barbanti, coautore dello studio e direttore dell’Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell’IRCCS San Raffaele —. Questa terapia rappresenta una speranza concreta per migliaia di famiglie che finora non avevano alternative specifiche e sicure».


Verso una nuova era per la neurologia pediatrica

L’attesa per l’approvazione dell’EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) è alta. L’introduzione del Fremanezumab in Italia potrebbe rivoluzionare i centri cefalee pediatrici, offrendo per la prima volta una terapia preventiva di precisione che sostituisce i trattamenti generici usati finora.

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