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Grattacieli e AI sul Mediterraneo: il piano Trump-Kushner per “rifare” Gaza, ma senza i palestinesi

Svelato al WEF il “Project Sunrise”: tre anni per la ricostruzione totale, 100% di occupazione e 180 torri vista mare. Gaza City come una “Las Vegas mediorientale” alimentata dall’intelligenza artificiale.

Dopo due anni di conflitto e devastazione, la visione americana per la Striscia di Gaza non passa solo per la diplomazia, ma per il mercato immobiliare e l’alta tecnologia. Dal palco del World Economic Forum, Jared Kushner ha illustrato la “fase tre” del piano statunitense: una ricostruzione lampo che promette di trasformare quella che Trump ha definito una “proprietà immobiliare di valore” in un polo commerciale e turistico globale.


Project Sunrise: Gaza in quattro fasi

Il progetto, presentato subito dopo la firma dell’accordo per il Board of Peace, prevede una tabella di marcia serrata per raggiungere la piena occupazione e la stabilità economica:

  1. Ricostruzione di Rafah e Khan Younis: Creazione di quartieri residenziali e distretti industriali dotati di data center di ultima generazione.
  2. Infrastrutture e Parchi: Edificazione di strutture sportive, autostrade e reti ferroviarie ad alta velocità.
  3. Il cuore di Gaza City: La quarta fase prevede il rifacimento totale del capoluogo, con un’architettura futuristica.
  4. Smart Grid e AI: L’intera rete elettrica e logistica sarà potenziata da sistemi di intelligenza artificiale per garantire efficienza e sicurezza.

[Image Render: A futuristic skyline of Gaza with 180 glass skyscrapers along the Mediterranean coast, high-speed trains, and lush green parks where ruins used to be]

I numeri della “Nuova Gaza”

Kushner ha sciorinato cifre che puntano a un cambio di paradigma radicale per la regione:

  • Il distretto del turismo: Circa 180 torri costiere ospiteranno hotel, ristoranti e centri di lusso, trasformando la costa in una nuova Las Vegas.
  • Logistica e Trasporti: Un nuovo aeroporto, un porto commerciale e due enormi hub logistici sorgeranno vicino al confine con l’Egitto.
  • Servizi essenziali: Il piano prevede 100mila nuove case, 200 scuole e 75 ospedali all’avanguardia.

L’obiettivo 2035: un PIL da 10 miliardi

La visione di Kushner non è solo estetica, ma finanziaria. Grazie a 25 miliardi di dollari di investimenti nel settore dei servizi e della tecnologia, la Casa Bianca prevede la creazione di 500.000 nuovi posti di lavoro.

“In Medio Oriente si costruiscono città per milioni di persone in tre anni. È assolutamente fattibile se ci impegniamo”, ha dichiarato Kushner, assicurando che la deradicalizzazione passerà attraverso la ricchezza e il libero mercato.


Le sfide: tra scetticismo e “Zona Economica Speciale”

Nonostante l’entusiasmo di Kushner, il piano dovrà scontrarsi con la realtà sul campo. Il primo passo concreto sarà l’istituzione di una Zona Economica Speciale e la fornitura di alloggi temporanei di alta qualità per la popolazione locale. Mentre Hamas sembra aprire alla possibilità di sciogliere il governo all’insediamento del comitato di Trump, la comunità internazionale (inclusa l’Italia di Giorgia Meloni) osserva con cautela, chiedendo tempo per valutare i dettagli tecnici e politici del Board of Peace.

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