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Attualità

Meloni annuncia: «Equo compenso entro febbraio». L’Ordine dei Giornalisti: «Impegno apprezzato»

Dopo anni di attese e lungaggini burocratiche, la Premier fissa la data definitiva. Carlo Bartoli (OdG): «Garantita una rapida soluzione per i diritti della categoria».

La questione dell’equo compenso, che riguarda migliaia di giornalisti precari e collaboratori esterni spesso retribuiti con pochi euro a pezzo, sembra essere arrivata a un punto di svolta. Le parole della Presidente del Consiglio sono state nette: «L’equo compenso mi sta a cuore», ha dichiarato Giorgia Meloni in apertura della Conferenza, ammettendo che ci sono state delle lungaggini ministeriali ma assicurando che «entro febbraio potremo avere le tabelle».


La reazione dell’Ordine: «Fine di una lunga attesa»

Il Presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, ha accolto con estremo favore le dichiarazioni della Premier, interpretandole come la fine di un percorso tortuoso iniziato ufficialmente nel dicembre 2023, quando il Consiglio nazionale dell’Ordine aveva varato i parametri per una valutazione dignitosa del lavoro giornalistico.

«Manifestiamo pieno apprezzamento per l’impegno della Presidente del Consiglio», ha dichiarato Bartoli. «Le sue parole garantiscono che ci sarà una rapida soluzione a una questione che si trascina ormai da anni, privando i giornalisti di un importante strumento per il riconoscimento dei loro diritti».

Cosa cambierà da febbraio?

L’approvazione delle tabelle ministeriali rappresenta l’ultimo miglio tecnico per rendere operativa la legge. Ecco i punti chiave del provvedimento:

  • Parametri certi: Fine della discrezionalità totale degli editori nei compensi per i freelance.
  • Tutela dei diritti: Il lavoro giornalistico non potrà più essere remunerato sotto una soglia considerata dignitosa e professionale.
  • Legalità e Trust: Lo strumento mira a combattere lo sfruttamento e a garantire una maggiore qualità dell’informazione, legata indissolubilmente alla stabilità economica di chi la produce.

Un lavoro di squadra tra Ministeri

La Premier ha spiegato che il ritardo è stato dovuto al coordinamento tra diversi ministeri coinvolti nella stesura dei decreti attuativi. Tuttavia, l’indicazione di febbraio 2026 come “termine certo” fornisce alla categoria una garanzia temporale finora mai ottenuta.

Il Presidente Bartoli ha sottolineato come l’Ordine abbia lavorato con «massima intensità» negli ultimi mesi per sollecitare questa soluzione, evidenziando che i parametri sono pronti e attendono solo il via libera definitivo per diventare legge a tutti gli effetti. Per i giornalisti italiani, il prossimo mese potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova era di dignità professionale.

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