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I trattori assediano il Pirellone: «Il trattato Mercosur uccide il Made in Italy»

Balle di fieno scaricate davanti alla Regione e mobilitazione totale di Coapi e Riscatto Agricolo. Gli agricoltori denunciano: «Speculazione selvaggia a danno di chi produce e di chi mangia».

La mobilitazione, indetta dal coordinamento Coapi e da Riscatto Agricolo Lombardia, ha portato in piazza la rabbia di un settore che si sente sotto attacco dalle politiche commerciali di Bruxelles. Per rendere plastico il senso della protesta, gli agricoltori hanno scaricato diverse balle di fieno proprio davanti agli ingressi istituzionali, trasformando il piazzale in un simbolo della resistenza contadina contro la globalizzazione sfrenata.


Il “nemico” Mercosur: perché gli agricoltori hanno paura?

Al centro della contesa c’è l’accordo commerciale con i paesi del blocco sudamericano (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay). Secondo i manifestanti, il trattato rappresenta una minaccia esistenziale per l’agricoltura europea:

  • Concorrenza sleale: L’importazione di prodotti agricoli sudamericani, coltivati con standard di sicurezza alimentare e ambientale meno rigidi di quelli europei, rischia di inondare il mercato con prezzi stracciati.
  • Speculazione: Gli agricoltori denunciano che il trattato favorisce i grandi trust internazionali e la grande distribuzione, permettendo loro di speculare sui prezzi mentre i piccoli produttori faticano a coprire i costi di produzione.
  • Danni ai consumatori: La protesta non riguarda solo il reddito dei campi, ma anche la qualità del cibo che finisce sulle tavole dei cittadini, privati della certezza su origine e controlli.

Le richieste: «Prezzo giusto e controlli certi»

Dal megafono dei leader della protesta è emerso un manifesto chiaro. Non si chiede solo il blocco dell’accordo, ma una riforma strutturale del mercato:

  1. Prezzo Giusto: Una remunerazione che garantisca dignità ai produttori e accessibilità ai consumatori, eliminando le oscillazioni selvagge causate dalla borsa.
  2. Lotta ai Trust: Controlli efficaci e sanzioni contro i monopoli che decidono il destino delle filiere agroalimentari.
  3. Trasparenza: Etichettatura certa e controlli rigorosi sulle merci in entrata per evitare il dumping sociale e ambientale.

«Questo trattato punisce allo stesso modo gli agricoltori e i cittadini europei e quelli sudamericani», hanno spiegato i portavoce di Riscatto Agricolo. «Favorisce solo i giganti dell’export industriale in cambio della svendita della nostra sovranità alimentare».


La Regione chiamata al dialogo

La scelta di manifestare davanti al Consiglio regionale non è casuale: gli agricoltori chiedono alla Lombardia, la prima regione agricola d’Italia, di farsi portavoce presso il Governo e le istituzioni europee per bloccare la firma definitiva dell’intesa. Mentre la delegazione veniva ricevuta all’interno del Pirellone, in piazza la protesta continuava con determinazione, tra bandiere al vento e la promessa che i trattori non si fermeranno finché non arriveranno risposte concrete.

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