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Scacco matto al digital divide: Tim e Fastweb-Vodafone si spartiscono l’Italia per il 5G

Firmato il progetto di co-investimento che divide il Paese in due macro-aree: ogni operatore svilupperà l’infrastruttura in 10 regioni. Si attende ora il semaforo verde delle Autorità.

Non più concorrenti frontali sull’infrastruttura, ma alleati strategici per coprire l’Italia in tempi record. È questa la filosofia alla base del nuovo progetto presentato congiuntamente da Tim e dal gruppo Fastweb-Vodafone (ormai un’unica entità dopo il completamento della fusione). L’obiettivo è chiaro: ottimizzare i costi, evitare duplicazioni inutili di antenne e garantire una copertura 5G “Ultra-Broadband” a ogni angolo della Penisola.


La strategia: l’Italia divisa in due

Il cuore dell’accordo è una divisione territoriale studiata per massimizzare l’efficienza. Invece di costruire due reti parallele su tutto il suolo nazionale, gli operatori hanno deciso di procedere secondo uno schema di “sharing” infrastrutturale:

  • Divisione Regionale: Ogni operatore si farà carico dello sviluppo, della manutenzione e dell’accensione delle torri 5G in 10 regioni specifiche.
  • Roaming Reciproco: Nelle regioni dove costruisce Tim, i clienti Fastweb-Vodafone utilizzeranno la sua rete, e viceversa. L’esperienza finale per l’utente rimarrà quella di una copertura nazionale continua e senza interruzioni.

Questa mossa permetterà di abbattere i costi di deployment (installazione) di circa il 30-40%, liberando risorse da investire nello sviluppo di servizi avanzati come la telemedicina, l’industria 4.0 e la guida autonoma.

Lo scoglio normativo: la palla passa alle Authority

Nonostante l’accordo sia già nero su bianco, per diventare operativo deve superare l’esame di tre importanti arbitri:

  1. Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy): Dovrà valutare la conformità del piano con gli obiettivi di digitalizzazione del Paese e del PNRR.
  2. Antitrust (AGCM): L’autorità garante della concorrenza dovrà accertarsi che questa alleanza non crei un duopolio capace di soffocare i competitor più piccoli o di far lievitare i prezzi per i consumatori.
  3. Agcom: L’autorità per le garanzie nelle comunicazioni verificherà gli standard tecnici e l’accesso equo alla rete.

Perché questa alleanza è fondamentale?

L’Italia, nonostante i passi avanti, sconta ancora ritardi nelle zone rurali e industriali periferiche. La collaborazione tra i due giganti (che insieme controllano la stragrande maggioranza del traffico dati nazionale) è vista come l’unica soluzione per completare la rete 5G standalone — quella vera, capace di latenze bassissime — entro il 2027.

Secondo fonti vicine alle aziende, il progetto non limiterà la competizione commerciale: Tim e Fastweb-Vodafone continueranno a farsi la guerra sui prezzi e sulle offerte per gli utenti finali, ma lo faranno viaggiando su un’unica, potentissima “autostrada digitale” condivisa.

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