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Attualità

Liste d’attesa shock: ecografia urgente nel 2027 per un testimone di giustizia. La denuncia: «Stato assente»

Il pensionato Raffaele Fazio, che in passato ha sfidato la ‘ndrangheta, si ritrova oggi prigioniero della burocrazia sanitaria. L’associazione “La Tazzina della Legalità” scrive al Governatore Occhiuto: «È un’umiliazione inaccettabile».

In Calabria la sanità sembra scorrere su un binario temporale parallelo, lontano dalle necessità dei cittadini. L’ultimo caso limite, che sta sollevando un’ondata di sdegno, riguarda Raffaele Fazio, un pensionato noto per il suo impegno civile e per essere stato, in passato, vittima della criminalità organizzata.

Nonostante una prescrizione medica con carattere di urgenza, Fazio si è visto fissare un’ecografia per l’aprile del 2027. Un’attesa di quasi un anno e mezzo per un esame diagnostico che potrebbe essere vitale.


La Denuncia: «Oltre il Danno, la Beffa»

A sollevare il caso è l’associazione “La Tazzina della Legalità”, da anni in prima linea per la difesa dei diritti civili e della trasparenza in Calabria. Attraverso una nota ufficiale, l’associazione ha messo in luce il paradosso di un uomo che ha servito lo Stato denunciando la ‘ndrangheta e che ora, dallo Stato, si sente abbandonato nel momento del bisogno di cure.

«Raffaele Fazio non è solo un cittadino, è un uomo che ha pagato prezzi altissimi per la sua onestà», dichiarano i portavoce dell’associazione. «Fissare un esame urgente al 2027 non è un disguido tecnico, è una negazione del diritto alla vita. È l’ennesima dimostrazione di come il sistema sanitario calabrese sia al collasso».

Lettera a Occhiuto e Possibile Esposto

L’associazione non intende fermarsi alla semplice protesta mediatica. È stata infatti inviata una lettera formale al Presidente della Regione e Commissario alla Sanità, Roberto Occhiuto, e al dirigente generale del dipartimento Salute, Antonio Carbone.

Nella missiva si chiede un intervento immediato per abbattere le liste d’attesa e per garantire a Fazio, e a migliaia di calabresi nella sua stessa condizione, l’accesso alle cure in tempi certi e dignitosi. In assenza di risposte rapide, l’associazione è pronta a presentare un esposto alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio e violazione del diritto alla salute.

Un Sistema nel Mirino

Il caso di Fazio riapre la ferita mai rimarginata della gestione sanitaria in Calabria, dove nonostante l’arrivo di nuovi medici (inclusi i contingenti cubani) e gli investimenti tecnologici, l’accesso alle prestazioni ordinarie rimane un miraggio. Il paradosso è ancora più amaro se si considera il profilo del protagonista: chi ha avuto il coraggio di stare dalla parte della legge si ritrova oggi a dover combattere contro un nemico altrettanto insidioso: l’inefficienza burocratica.

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