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Attualità

Violenza nel calcio giovanile: daspo ai genitori

La tensione esplodeva come un fulmine a ciel sereno sul rettangolo verde del campo sportivo “Paradiso” di Collegno, dove l’eco delle urla dei ragazzi under 14 ancora risuonava. Al fischio finale della partita tra CFS Carmagnola e GSD Volpiano, valida per la qualificazione ai quarti del torneo “Super Oscar Memorial”, una banale lite tra due calciatori minorenni degenerava in caos puro.

Momenti di furia incontrollata – La sera del 31 agosto 2025, i due giovani si affrontavano verbalmente, ma l’intervento dei padri trasformava la disputa in violenza aperta. Uno scavalcava la rete divisoria degli spalti, irrompendo sul campo; l’altro, già presente come dirigente del GSD Volpiano, non esitava a unirsi alla mischia. Le condotte gravi e violente provocavano lesioni personali ai giovani atleti, con un portiere di 13 anni che finiva all’ospedale con frattura al malleolo e traumi multipli. La giustizia sportiva irrogava prontamente un anno di squalifica a tutte le parti coinvolte, incluse ammende da 150 euro per entrambe le società e 200 euro per il campo ospitante Paradiso Collegno per scarsa vigilanza.

La Questura – Nei giorni scorsi, la Questura di Torino adottava due provvedimenti D.A.SPO. – acronimo di Divieto di Accesso alle manifestazioni Sportive – emblematici della tolleranza zero verso la violenza negli stadi e campi minori. Uno dei genitori riceveva 1 anno di divieto, l’altro 2 anni, precludendo l’accesso a tutti gli impianti sportivi calcistici. Queste misure amministrative, previste dalla legge 401/1989, rispondono a condotte che superano recinzioni o invadono il terreno di gioco, punendo con arresto e ammende chi compromette la sicurezza.

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