Attualità
«L’Ospedale di Polistena muore, pronti a tutto per salvarlo»: Tende e Presidio Permanente per la Rianimazione
Cittadini e associazioni in rivolta contro il rischio di chiusura del reparto vitale per lo spoke “Santa Maria degli Ungheresi”. Don Pino Demasi: «Umiliante elemosinare un diritto». La politica annuncia interrogazioni urgenti.
Il piazzale antistante l’ospedale spoke “Santa Maria degli Ungheresi” è diventato, da poche ore, il simbolo di una battaglia disperata per il diritto alla salute. Il Comitato a Tutela della Salute, guidato da Marisa Valensise, ha piantato le tende per un presidio permanente: l’obiettivo è impedire la chiusura del reparto di Anestesia e Rianimazione, pilastro fondamentale per l’operatività di tutto il nosocomio e della rete chirurgica della Piana di Gioia Tauro.
La Scure sui “Gettonisti” e il Rischio Paralisi
La crisi è precipitata nelle ultime 48 ore a causa della cronica carenza di personale, aggravata dallo stop ai contratti dei medici “gettonisti” (liberi professionisti a chiamata). Senza un numero sufficiente di anestesisti, non solo chiude la rianimazione, ma si ferma l’intero blocco operatorio, rendendo impossibile garantire interventi programmati, urgenze e perfino l’assistenza nei parti.
“È una situazione inaccettabile,” denunciano i rappresentanti del Comitato. “Senza rianimazione, l’ospedale di Polistena smette di essere un presidio di emergenza e diventa una scatola vuota. Non ce ne andremo finché non avremo rassicurazioni scritte e soluzioni strutturali.”
La Chiesa e il Territorio: «Diritto Calpestato»
Al fianco dei manifestanti è sceso in campo anche Don Pino Demasi, referente di Libera e parroco del Duomo di Polistena, che ha usato parole durissime contro la gestione della sanità regionale:
«È umiliante che nel 2026 i cittadini debbano scendere in strada ed elemosinare un diritto sacrosanto garantito dalla Costituzione. La politica deve smetterla con gli annunci e garantire medici stabili in questa struttura che serve oltre 150mila persone».
La Battaglia Istituzionale: Interrogazioni e Proteste
Il caso ha travolto anche i palazzi della politica regionale e locale:
- Giuseppe Ranuccio, vicepresidente del Consiglio regionale, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione urgente al governatore e commissario alla sanità, Roberto Occhiuto: “La Piana merita rispetto. Non si può parlare di ‘Calabria Straordinaria’ se i cittadini non sanno più dove andare a farsi curare”.
- Michele Conia, sindaco di Cinquefrondi e presidente dell’Assemblea dei Sindaci della Piana, ha promesso una “battaglia senza precedenti”, sollecitando i colleghi primi cittadini a fare fronte comune per evitare lo smantellamento definitivo della sanità territoriale.
L’Attesa per l’Incontro con l’ASP
Mentre le tende restano piantate davanti all’ingresso dell’ospedale, è atteso per le prossime ore un confronto tra il Direttore Generale dell’ASP di Reggio Calabria, Lucia Di Furia, e i sindaci del territorio. Al centro del tavolo la possibilità di reclutare nuovi medici (anche stranieri) o di ridistribuire il personale esistente per evitare l’imminente serrata del reparto.
La popolazione, intanto, resta vigile: “La Rianimazione di Polistena deve restare aperta”, è il coro che si leva dal presidio. La salute della Piana non può più aspettare.
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