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Attualità

Influenza 2026: finisce l’effetto Natale, scuole aperte e contagi verso il picco stagionale

L’incidenza scende temporaneamente a 14,5 casi ogni 1.000 assistiti, ma gli esperti avvertono: «È solo una flessione apparente». La Variante K, già dominante negli USA, corre anche in Italia.

La curva dei contagi influenzali in Italia ha mostrato un lieve rallentamento nell’ultima settimana di dicembre, ma si tratta di quello che gli epidemiologi definiscono “effetto Natale”. Nella settimana dal 22 al 28 dicembre 2025, l’incidenza è calata a 14,5 casi ogni 1.000 assistiti (rispetto ai 17,1 della settimana precedente), un dato influenzato dalla chiusura delle scuole e dalla minore propensione dei cittadini a recarsi negli ambulatori durante le feste.


I Numeri della Sorveglianza

Nonostante il calo relativo, le cifre restano imponenti:

  • Nuovi casi stimati: circa 820.000 in soli sette giorni.
  • Totale dall’inizio della stagione: circa 6,7 milioni di italiani colpiti.
  • Fascia più colpita: i bambini tra 0 e 4 anni, con un’incidenza record di 39 casi ogni 1.000 assistiti.

L’Allerta degli Esperti: «Non abbassare la guardia»

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e i medici di famiglia sono concordi: con il rientro in aula dopo la Befana, il virus troverà terreno fertile per una nuova, rapida accelerazione.

«Lo stiamo riscontrando sia negli ambulatori che nelle richieste dei pazienti. È importante non prendere sotto gamba il virus dicendo “è solo un’influenza”», avverte Elisabetta Alti, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Firenze.

La Minaccia della “Variante K”

A preoccupare è soprattutto la Variante K (sottotipo H3N2), una subclade che ha già mostrato una capacità di diffusione superiore alle precedenti.

  • Negli USA: La variante ha già causato un’ondata record nello Stato di New York, segnando il massimo storico di ricoveri in una sola settimana.
  • Sintomatologia: Si presenta con febbre alta improvvisa, brividi intensi, dolori muscolari e la classica sensazione di “ossa rotte”, con una convalescenza che può trascinarsi fino a due settimane.

FAQ e Prevenzione: Il No Secco agli Antibiotici

L’ISS ha pubblicato una guida per contrastare la disinformazione, soffermandosi in particolare sull’uso dei farmaci. Un errore comune resta l’uso degli antibiotici:

  1. Inefficacia: Gli antibiotici combattono i batteri, non i virus come l’influenza o il COVID-19.
  2. Pericolo: Assumerli senza necessità favorisce la resistenza batterica, rendendo le future infezioni molto più difficili da curare.

Regole d’oro per evitare il contagio:

  • Igiene: Lavare e asciugare bene le mani.
  • Etichetta respiratoria: Tossire nell’incavo del gomito o in un fazzoletto usa e getta.
  • Responsabilità: Restare a casa ai primi sintomi febbrili per non alimentare la catena del contagio.
  • Distanziamento: Evitare il contatto stretto con persone visibilmente sintomatiche.

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