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Attualità

Salvata a Natale donna di 69 anni: tumore ovarico da 6 kg e lesione intestinale operati d’urgenza a Torino

Una massa di 6 chilogrammi, grande come una gravidanza gemellare, nascosta nell’addome senza dare segnali per mesi. Una donna di 69 anni è stata salvata alla vigilia di Natale grazie a un intervento chirurgico d’urgenza durato sei ore all’ospedale Sant’Anna di Torino. La scoperta è avvenuta quando ormai il tumore ovarico, con un diametro di 28 centimetri, aveva iniziato a compromettere gravemente le funzioni intestinali.

La scoperta tardiva e l’emergenza

Per mesi la paziente non aveva percepito alcun sintomo. Nessun dolore, nessun campanello d’allarme. La gigantesca cisti ovarica cresceva in silenzio, invisibile persino agli occhi della donna che la portava con sé. Solo quando una seconda neoplasia intestinale ha iniziato a comprimere il colon, provocando un’occlusione intestinale acuta, la situazione è precipitata. Il dolore improvviso e lancinante è stato il segnale decisivo che ha spinto la 69enne a cercare aiuto medico, rivelando una condizione clinica di straordinaria gravità. A metà dicembre la donna giunge all’ospedale Sant’Anna. Il quadro che si presenta ai medici è drammatico e richiede un’azione immediata.

L’eccellenza della macchina organizzativa

La Chirurgia Ginecologica Mininvasiva, guidata dal dottor Paolo Petruzzelli, prende in carico il caso con determinazione e professionalità. Nonostante il periodo prefestivo, gli strumenti aziendali della Città della Salute e della Scienza di Torino si attivano con efficienza straordinaria: il Centro Accoglienza e Servizi e il Gruppo Interdisciplinare di Cura lavorano in sinergia per definire in pochi giorni l’inquadramento diagnostico completo, la stadiazione oncologica e il percorso terapeutico più appropriato. L’équipe del dottor Petruzzelli dimostra ancora una volta l’altissimo livello di competenza e coordinamento che caratterizza questa unità operativa, punto di riferimento regionale per la chirurgia ginecologica oncologica.

Il ruolo cruciale della diagnostica per immagini

La Radiologia dell’ospedale Sant’Anna si rivela fondamentale nella fase preparatoria. Gli specialisti forniscono un imaging preoperatorio dettagliato e preciso, elemento indispensabile per affrontare un caso di tale complessità. Le immagini radiologiche permettono di mappare con esattezza l’estensione della massa e i rapporti con gli organi circostanti, consentendo ai chirurghi di pianificare l’intervento nei minimi dettagli.

Il 23 dicembre: sei ore per salvare una vita

Il 23 dicembre, quando molti ospedali rallentano le attività per le festività, all’ospedale Sant’Anna si svolge un’operazione che diventerà emblematica. Dalle 8:30 alle 14:30, sei ore intense di chirurgia d’urgenza in un contesto organizzativo reso ancora più complesso dal periodo natalizio. L’intervento rappresenta un esempio straordinario di coordinamento multidisciplinare e competenza tecnica. Ogni fase richiede precisione millimetrica, ogni decisione può fare la differenza tra la vita e la morte.

L’anestesia: pilastro invisibile ma essenziale

La gestione anestesiologica e rianimatoria, affidata alla dottoressa Mariella Maio e alla sua équipe di eccellenza, costituisce uno dei pilastri dell’intervento. La dottoressa Milena Mortara e la dottoressa Mary Lo Cane seguono la paziente con attenzione continua durante le delicate fasi intraoperatorie e perioperatorie, garantendo stabilità emodinamica in un quadro clinico critico. Il successivo ricovero in terapia intensiva è gestito con la stessa professionalità e dedizione, assicurando il monitoraggio costante delle funzioni vitali.

L’emergenza nell’emergenza

Durante l’asportazione della massa ovarica emerge un’emergenza intestinale che richiede un intervento immediato e coordinato. La compressione del colon ha creato una situazione potenzialmente letale che non può essere ignorata. La dottoressa Anna Opramolla della Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’ospedale Regina Margherita, struttura di riferimento assoluto non solo per il Piemonte ma per l’intero Nord-Ovest, viene chiamata in sala operatoria senza preavviso. La sua procedura endoscopica intraoperatoria si rivela decisiva per valutare lo stato dell’intestino e guidare le successive scelte chirurgiche. Il contributo dell’ospedale Regina Margherita conferma ancora una volta il livello di eccellenza di questa struttura sanitaria.

La conferma anatomopatologica

Le ripetute consulenze dell’Anatomia Patologica, coordinate dalla dottoressa Margherita Goia, permettono di confermare in tempo reale la natura neoplastica sia della massa ovarica sia della lesione del colon sigma. Questa conferma diagnostica intraoperatoria è fondamentale per orientare con precisione le scelte chirurgiche e decidere l’estensione della radicalizzazione necessaria.

La chirurgia d’urgenza completa l’opera

A questo punto entra in azione la Chirurgia d’Urgenza dell’ospedale Molinette, con il dottor Mauro Santarelli. L’équipe di chirurgia d’urgenza della Molinette, struttura di riferimento per la traumatologia e le emergenze chirurgiche in Piemonte, procede alla necessaria radicalizzazione intestinale, completando l’intervento in modo risolutivo ed efficace. La competenza e l’esperienza del dottor Santarelli e del suo team si rivelano decisive nel garantire la riuscita dell’operazione.

Il team completo: ogni ruolo conta

La dottoressa Michela Chiadò, operatrice senior della Chirurgia Mininvasiva, ha seguito la paziente lungo l’intero percorso diagnostico-terapeutico, garantendo quella continuità assistenziale che fa la differenza nei casi complessi. La sua partecipazione diretta all’intervento e la sua esperienza clinica hanno assicurato un filo conduttore dall’inizio alla fine del trattamento. Anche gli specializzandi, tra cui la dottoressa Margherita Di Rienzo, hanno contribuito con professionalità e dedizione, dimostrando come la formazione sul campo produca medici preparati e competenti.

Un risultato corale

L’operazione ha letteralmente salvato la vita alla paziente. Un risultato reso possibile esclusivamente dal lavoro corale di ginecologi oncologi, chirurghi, anestesisti, gastroenterologi, anatomopatologi, radiologi, infermieri e operatori sanitari. La struttura pubblica e tutti i medici intervenuti, ciascuno con le proprie competenze specifiche, hanno dimostrato che l’eccellenza della sanità pubblica italiana esiste ed è concreta. In tempi rapidissimi, giorni che avrebbero potuto essere di attesa angosciante si sono trasformati in una storia di speranza e salvezza. «Sono casi rari, ma emblematici – spiegano i professionisti coinvolti ed il Direttore sanitario di presidio Umberto Fiandra – perché dimostrano come tempestività, competenza e lavoro di squadra possano fare la differenza anche in regime di urgenza».

Un Natale in corsia

Il dottor Paolo Petruzzelli ha definito il caso un evento “normalmente eccezionale”. Una storia di Natale vissuta in corsia, tra le luci della sala operatoria e decisioni cruciali, che ha permesso a una donna di tornare a guardare al futuro e ha ricordato, ancora una volta, come la forza di una sanità efficiente risieda soprattutto nelle persone che rendono ciò possibile ogni giorno. «Una storia a lieto fine che ancora una volta diventa esempio delle eccellenze multidisciplinari della nostra Città della Salute e della Scienza. Ringrazio i nostri professionisti, che hanno reso possibile tutto ciò. Il valore aggiunto espresso dalla Città della Salute e della Scienza di Torino è consistito nella possibilità di schierare contemporaneamente tutte le competenze mediche e sanitarie di tutte le specialità che erano necessarie per trattare nel migliore dei modi le diverse sfaccettature di questo particolare caso clinico. In questi giorni di festività, ancora una volta il mio pensiero va a tutti i pazienti che vivono le loro fragilità all’interno dei nostri ospedali e a tutti gli operatori che li accolgono e li assistono in maniera amorevole» dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

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