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Attualità

Chi è Mohammad Hannoun, al centro dell’inchiesta sul finanziamento di Hamas

Mohammad Hannoun, architetto di origine giordana residente da anni a Genova, è finito al centro di una vasta inchiesta della Polizia di Stato che ha portato all’adozione di misure cautelari con l’accusa di finanziamento dell’organizzazione terroristica Hamas. Hannoun è noto nel capoluogo ligure per essere il fondatore e rappresentante dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese, realtà che ha promosso nel tempo raccolte fondi e iniziative dichiaratamente umanitarie a sostegno della popolazione di Gaza. Negli ultimi mesi aveva inoltre partecipato a numerose manifestazioni pro Palestina svoltesi a Genova.

Il nome di Mohammad Hannoun non è nuovo agli inquirenti. Già nei primi anni Duemila era stato indagato dalla procura di Genova, ma quell’inchiesta si era conclusa con un’archiviazione. Nel 2024, tuttavia, Hannoun era stato inserito nella black list del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, con l’accusa di essere tra i finanziatori di Hamas. Un elemento che oggi assume un peso rilevante alla luce delle nuove risultanze investigative.

Secondo quanto emerge dal comunicato ufficiale della Polizia di Stato, l’indagine ha messo in luce una fitta rete di contatti internazionali. Numerose intercettazioni telefoniche documenterebbero rapporti costanti tra Hannoun e soggetti che ricoprirebbero ruoli analoghi in Olanda, Austria, Francia e Inghilterra. Gli investigatori parlano dell’esistenza di una struttura organizzata su scala europea, impegnata nella raccolta di fondi formalmente destinati a scopi benefici e al sostegno della causa palestinese.

Le intercettazioni avrebbero inoltre evidenziato rapporti diretti tra Mohammad Hannoun e alti esponenti di Hamas. In particolare, gli atti dell’inchiesta segnalano la sua presenza, nel dicembre 2025, a una riunione tenutasi in Turchia alla quale avrebbe partecipato anche Ali Baraka, figura di spicco del comparto estero di Hamas. Nel corso delle conversazioni captate, secondo gli investigatori, sarebbero emerse anche espressioni di apprezzamento per attentati terroristici.

L’aspetto più grave riguarda i flussi finanziari. Hannoun viene definito dagli inquirenti come un “componente di vertice” di Hamas. Secondo le ricostruzioni, oltre il 71 per cento dei fondi raccolti per presunti fini umanitari sarebbe stato destinato direttamente o indirettamente all’organizzazione terroristica o a enti a essa collegati. Dal 18 ottobre 2001 a oggi, e in particolare dopo gli eventi del 7 ottobre 2023, sarebbero stati versati complessivamente 7.288.248,15 euro, sottratti alle reali necessità della popolazione civile di Gaza.

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