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Attualità

Moda, identità e memoria: Alfred Ejlli incanta Piazza di Spagna con l’atelier RREGJINA

Roma — Nella suggestiva cornice di Piazza di Spagna si è tenuto uno degli eventi di moda più significativi della stagione, firmato dallo stilista Alfred Ejlli, che ha presentato al pubblico romano una collezione capace di fondere estetica, memoria familiare e impegno culturale. Un appuntamento che ha trasformato il cuore della Capitale in un palcoscenico di storie, identità e visioni contemporanee.
Nato a Scutari, in Albania, il 27 agosto 1987, Alfred Ejlli porta nella sua produzione creativa un percorso umano complesso e profondo. Cresciuto nel difficile clima del post-comunismo albanese, ha vissuto in prima persona le tensioni sociali di un Paese in transizione. Dopo gli studi universitari in Psicologia presso l’Università “Luigi Gurakuqi” di Scutari e un Master in Consulenza Psicologica a Tirana, ha intrapreso la carriera di insegnante nei licei di Scutari e Tirana.
Il 2010 segna una svolta decisiva: l’arrivo in Italia per assistere la madre durante un delicato intervento chirurgico. Da quel momento, il suo percorso accademico e professionale si consolida nel nostro Paese con un Master in Formazione interculturale e linguistica e, nel 2013, la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Parallelamente, Ejlli lavora come educatore tra Albania e Italia e avvia una formazione specialistica in Psicodramma, che tuttora prosegue.
Accanto alla psicologia, la sua vita è attraversata da una forte vocazione artistica: danza, teatro, cinema, fotografia e moda diventano strumenti di espressione di un’identità complessa e stratificata. Ha lavorato come attore, regista e fotomodello, collaborando con showroom e produzioni artistiche anche all’estero.
Nel 2016 presenta a Verona la mostra fotografica “Il distacco impossibile”, un’opera intensa e autobiografica nata dall’esperienza di assistenza alla madre in ospedale. Attraverso il proprio corpo e l’immagine fotografica, Valentino mette in scena il tema della nascita e del distacco, raccontando il difficile passaggio dell’adulto che deve trovare la forza di aprirsi al mondo. Un lavoro che segna in modo netto il legame tra vissuto personale e produzione artistica.
Nel solco di questa ricerca si inseriscono anche le sue opere più recenti: il libro “Ciò che conta”, pubblicato con Talos Edizioni, dedicato alle relazioni intergenerazionali nelle famiglie transnazionali tra Italia e Albania, e il cortometraggio “Who am I”, in uscita, che affronta il tema dell’accoglienza dei richiedenti asilo attraverso le voci di migranti e cittadini italiani.
La nascita del brand RREGJINA affonda le radici in un’esperienza profondamente intima. Nell’estate del 2017, durante un soggiorno nella casa dei genitori in Albania, Alfred scopre in un vecchio armadio dieci abiti tramandati da generazioni di donne della sua famiglia, a partire dalla trisavola. Non semplici indumenti, ma veri e propri documenti di memoria, cuciti con dedizione e pazienza da donne che, pur relegate all’ambito domestico, hanno espresso attraverso il tessuto la propria identità e forza.
Da questa scoperta prende forma una collezione che è tributo alle donne, alla loro resilienza e al loro ruolo centrale nella storia familiare e sociale. RREGJINA veste donne dal carattere forte, consapevoli, libere, capaci di trasmettere leggerezza e trasparenza vitale. Una moda che racconta storie, genealogie e appartenenze, lontana dall’effimero.
L’evento romano, organizzato da Christian Raggi, imprenditore bresciano e anima dell’iniziativa, ha registrato una partecipazione significativa di pubblico, personalità dello spettacolo e ospiti istituzionali. Tra i presenti Valeria Marini, Garrison Rochelle, Monica Paparo, Giulia Luzzi, Fioretta Mari, Enio Drovandi, Ilian Rachov, oltre al senatore Razzi e all’onorevole Benzoni. Direzione artistica affidata a Ketty Bellini, acconciature e make-up a cura di Ivan Tagliani e Silvia Favarzani, fotografie di Valerio Di Silvestro.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto a Roberto Sammartino (social media manager del brand RREGJINA), Nicolò Travella (giovane attore), Daniela Caimi (fotografa) e Alice Caimi volto di RREGJINA, all’imprenditore Alfonso Senatore, a Mattia Bertanza e Lucia Uggeri, così come alle realtà che hanno sostenuto l’evento, dal ristorante Trinità dei Monti a La Rampa, fino allo Chalet San Martino di Iseo.
Con questa edizione straordinaria, l’atelier RREGJINA si afferma come progetto che va oltre la moda, diventando racconto identitario e ponte culturale tra passato e futuro. Un debutto romano che segna un nuovo capitolo per Alfred e per una visione stilistica che fa della memoria una forma di eleganza contemporanea.

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