Attualità
Gaza, Hamas “Congelamento delle armi in cambio di una tregua di lungo termine”
In un’intervista trasmessa mercoledì dal canale televisivo qatariota Al-Jazeera, un alto esponente del gruppo armato palestinese Hamas, Khaled Meshaal, ha rilanciato una proposta che potrebbe ridefinire le trattative per la pace tra Israele e il movimento: un “congelamento” delle armi in cambio di una tregua prolungata, pur respingendo fermamente l’idea di un disarmo totale.
Secondo Meshaal, l’opzione del congelamento o della conservazione delle armi – anziché la loro completa resa – è una possibile base di negoziazione con i mediatori internazionali, inclusa l’amministrazione statunitense. “L’idea del disarmo totale è inaccettabile per la resistenza”, ha dichiarato Meshaal, ribadendo che il disarmo equivarrebbe a privare i palestinesi della loro anima e del diritto alla difesa. La proposta di Hamas si inserisce nel quadro dell’accordo di cessate il fuoco sponsorizzato dagli Stati Uniti, entrato in vigore il 10 ottobre scorso per porre fine alla guerra a Gaza dopo l’attacco di Hamas su suolo israeliano del 7 ottobre 2023. L’intesa include una sequenza in tre fasi negoziate fra le parti sotto l’egida di Washington e di altri Paesi “garanti”.
Per quanto riguarda la Forza internazionale di stabilizzazione prevista dal piano americano, Hamas non è contrario alla presenza di osservatori internazionali lungo la frontiera, ma respinge l’idea che forze straniere operino all’interno della Striscia di Gaza, definendola una forma di occupazione. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha recentemente annunciato che il percorso verso la seconda fase della tregua potrebbe presto partire, un progresso legato anche alla consegna delle spoglie dell’ultimo agente di polizia israeliano mancante tra gli scambi degli ostaggi.
Questa fase include il ritiro di truppe israeliane e la possibile sostituzione con una forza di stabilizzazione internazionale, in cambio di un effettivo disarmo di Hamas. Questo punto, però, resta una delle principali fonti di tensione: mentre Tel Aviv insiste su un disarmo completo prima di qualsiasi passo verso la normalizzazione, Hamas continua a porre condizioni politiche e di sicurezza ben più ampie, collegando qualsiasi rinuncia agli armamenti a garanzie concrete e durature di pace e allo sviluppo di uno Stato palestinese.
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