Attualità
Contratti pirata, desertificazione commerciale ed E-Commerce: la triplice sfida del terziario italiano
Il settore terziario e del turismo in Italia, pur restando il “cuore economico del Paese”, affronta una crisi strutturale che minaccia la legalità del lavoro, la vitalità dei centri urbani e la concorrenza leale. È l’allarme lanciato da Confesercenti, che nel corso della sua assemblea ha presentato dati preoccupanti su contratti pirata, desertificazione commerciale e l’impatto fiscale dell’e-commerce.
La Piaga dei Contratti Pirata: 1,5 Miliardi Sfrattati all’Economia
Il problema dei “contratti pirata” nel terziario e nel turismo rappresenta una grave emorragia economica e sociale. Questi contratti a “minore tutela” comprimono salari e diritti dei lavoratori, con un danno che ricade anche sulle casse dello Stato.
Secondo un sondaggio Ipsos per Confesercenti, per ogni lavoratore sottoposto a dumping contrattuale si stima una perdita di oltre 8.200 euro annui in minori vantaggi. Le perdite dirette per i lavoratori includono:
- Riduzione della Retribuzione: Perdita del 26,5% della retribuzione.
- Mancanza di Benefici Accessori: Sottrazione di 1.150 euro per componenti contrattuali non retributive (ferie, permessi) e 1.900 euro tra prestazioni sanitarie e sociali previste dalla bilateralità.
A livello macroeconomico, il danno è quantificato in quasi 1,5 miliardi di euro sottratti al sistema economico ogni anno. L’impatto sulle finanze pubbliche è altrettanto rilevante: il minor gettito IRPEF supera i 300 milioni di euro, mentre il minor gettito contributivo sfiora i 450 milioni di euro.
Confesercenti sottolinea che, al 30 giugno di quest’anno, nel terziario e turismo erano registrati al CNEL 210 contratti, di cui solo 10 (tra cui 2 di Confesercenti) firmati dalle sigle maggiormente rappresentative (CGIL, CISL, UIL). I restanti 200 contratti a ‘minore tutela’ coinvolgono tra i 160mila e i 180mila lavoratori dipendenti.
Per invertire la rotta, l’associazione propone di allargare la detassazione al 5% degli incrementi retributivi (misura prevista dalla Legge di Bilancio 2025) anche ai contratti di qualità siglati nel 2024 e alle tranches di aumento del 2026, riservando il beneficio solo alle imprese che applicano contratti firmati da organizzazioni realmente rappresentative.
L’Allarme Desertificazione Commerciale: Un Comune su Otto Senza Negozi Alimentari
Il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, ha lanciato l’allarme sulla progressiva desertificazione commerciale che sta colpendo l’Italia. Tra il 2014 e il 2024, la base imprenditoriale del terziario si è ridotta di oltre 140mila unità.
I dati presentati dipingono un quadro allarmante, soprattutto nei piccoli comuni:
- 1.113 comuni (circa uno su otto) sono del tutto privi di un’impresa del commercio alimentare (macellerie, pescherie, ortofrutta, ecc.), lasciando quasi 650mila residenti senza servizio.
- 2.130 comuni non hanno un forno.
- La rete di gestori carburanti è sparita da 3.796 comuni, costringendo oltre 6,6 milioni di residenti a percorrere lunghe distanze per il rifornimento.
Gronchi ha definito l’attuale situazione come una “corsa a ostacoli” per l’imprenditoria italiana, sottolineando che questa rarefazione impoverisce i territori e incide negativamente sulla socialità.
Boom dell’E-Commerce e Squilibrio Fiscale
Un ulteriore elemento di crisi è rappresentato dalla crescita esponenziale dell’e-commerce, che secondo le stime supererà il miliardo di pacchi consegnati nel 2025.
Confesercenti ribadisce la necessità di riequilibrare il quadro competitivo, evidenziando il forte squilibrio fiscale:
- Le piccole attività fisiche versano all’erario circa 7,7 miliardi di euro l’anno (di cui 4,4 miliardi in tributi locali).
- La Web Tax, nel 2024, ha prodotto appena 455 milioni di euro.
Gronchi ha ammonito che senza “regole moderne” si rischia che “il digitale continui a crescere mentre il tessuto commerciale fisico a svuotarsi, con conseguenze irreversibili sulla qualità della vita”. L’associazione chiede una soluzione per riequilibrare questo divario, sostenendo che solo riportando al centro le imprese dei territori si potrà costruire il valore reale e la coesione sociale di cui il Paese ha bisogno.
Turismo e Consumi: Luci e Ombre
Nonostante le sfide, il settore del turismo rimane un punto di forza: la domanda straniera continua a crescere. L’unica ombra è la domanda interna, in frenata: tra gennaio e settembre, gli arrivi di italiani sono calati del 3,9% sull’anno precedente, segno che le famiglie hanno ridotto viaggi e vacanze.
Confesercenti conclude ribadendo che la ripresa economica del Paese è ostacolata dall’endemica stagnazione dei consumi interni. Solo una decisa ripresa di questi ultimi potrà far uscire il PIL dalla crescita “zero virgola”.
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