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Attualità

Anche dal Senato Usa via libera alla divulgazione dei file Epstein

di Stefano Vaccara

 Manca ormai soltanto la firma di Donald Trump. Dopo il voto schiacciante della Camera, anche il Senato ha dato il via libera alla richiesta di rendere pubblici tutti i file legati al caso Epstein. E lo ha fatto senza neppure ricorrere a un voto formale: i due leader, Chuck Schumer per i Democratici e John Thune per i Repubblicani, hanno annunciato che l’approvazione avverrà per consenso unanime, segno che ormai l’aula non intende più opporsi alla trasparenza. La misura è quindi arrivata sulla scrivania del presidente, che dovrà decidere se mantenere la promessa fatta negli ultimi giorni. Una promessa che contrasta con la sua lunga resistenza: per mesi Trump aveva liquidato la questione come una “bufala”, accusando i detrattori di voler montare un caso inesistente. Solo quando è diventato chiaro che il Congresso, spinto dai sopravvissuti e da un gruppo trasversale di parlamentari, avrebbe comunque imposto il voto, il presidente ha improvvisato un repentino cambio di rotta dichiarando che “firmerà”.

La realtà politica tuttavia è più brutale: Trump non controlla più la narrativa sul caso Epstein. Il Congresso ha forzato la mano, ignorato i tentativi di insabbiamento procedurale e dimostrato che il pressing dell’opinione pubblica è più forte della disciplina di partito. Che il Senato si allinei senza fiatare a una misura che la Casa Bianca aveva osteggiato fino a ieri rappresenta un segnale inequivocabile: la strategia dilatoria è fallita, e il presidente ora deve inseguire gli eventi per non ritrovarsi formalmente dalla parte dell’opacità. Il via libera unanime del Senato non porta solo alla pubblicazione dei documenti: segna una sconfitta politica netta per l’amministrazione, travolta dalla determinazione di chi ha imposto che la verità venga finalmente alla luce. Ora la palla passa a Trump. E il Paese attende di vedere se manterrà la sua parola.

– foto IPA Agency –

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