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Attualità

Viaggio d’istruzione a Napoli solo per studenti con media minima di 7

A Ferrara scoppia il dibattito sulla selezione degli studenti per il viaggio d’istruzione previsto per le classi terze a Napoli il prossimo febbraio. La scuola ha stabilito che potranno partecipare solo gli studenti con una media scolastica almeno pari a 7, applicando criteri aggiuntivi che comprendono l’esclusione di chi ha ricevuto provvedimenti disciplinari o un voto di comportamento inferiore a 8 nello scrutinio finale dello scorso anno. La decisione è stata presa per rispettare il tetto di spesa fissato dalla circolare ministeriale del 7 novembre, che consente alle scuole di procedere autonomamente solo per viaggi inferiori a 140.000 euro. Al di sopra di questa soglia, è necessario rivolgersi a centrali di committenza qualificate, secondo le indicazioni del Ministero dell’Istruzione e le precisazioni dell’ANAC.

La dirigenza scolastica ha spiegato che il criterio della media scolastica è stato introdotto per garantire un metodo oggettivo di selezione, poiché il sorteggio casuale non sarebbe risultato equo alla luce del limite economico imposto. Tuttavia, la scelta ha suscitato reazioni contrastanti tra le famiglie, alcune delle quali hanno già richiesto incontri chiarificatori con la scuola per discutere le esclusioni. La preside ha comunque promesso che gli studenti non selezionati avranno priorità per il prossimo anno e ha annunciato ulteriori opportunità di soggiorni studio finanziati tramite fondi PNRR, a Dublino, New York e Salamanca, per gruppi selezionati di 25 studenti.

Elisabetta Piccolotti, parlamentare e membro di Avs, ha criticato la decisione, sottolineando come nessuno studente dovrebbe essere escluso dai viaggi d’istruzione a causa di difficoltà economiche o del rendimento scolastico. Piccolotti ha ricordato che, nonostante lo stanziamento di 50 milioni di euro da parte del Ministro Valditara per agevolare le famiglie, i fondi sono poi spariti, aumentando invece quelli destinati alle scuole paritarie e private. La parlamentare ha ribadito la necessità di discutere nuovamente la proposta di legge che prevede un fondo per le famiglie in difficoltà economica, per garantire il diritto di tutti gli studenti a partecipare pienamente alle esperienze formative offerte dal sistema scolastico.

Il caso di Ferrara mette in luce le difficoltà delle scuole italiane nel bilanciare risorse limitate, criteri oggettivi di selezione e il principio di equità educativa, creando un dibattito aperto sull’accesso ai viaggi d’istruzione e sulla partecipazione di tutti gli studenti.

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