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Economia

Manovra, scontro su condono edilizio e norme sugli scioperi

Le tensioni sulla Manovra esplodono su due fronti: diritto di sciopero e condono edilizio.

I sindacati Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti respingono senza mezzi termini l’emendamento proposto da FdI che impone ai lavoratori di comunicare con sette giorni di anticipo, per iscritto e in modo irrevocabile, l’adesione a uno sciopero.
Per loro è un colpo diretto al diritto costituzionale di scioperare, un sistema che rischia di creare liste di aderenti e aprire la porta a pressioni e discriminazioni. La posizione è netta: chiedono il ritiro immediato dell’emendamento e annunciano iniziative a tutela dei lavoratori dei trasporti.

Le sigle sindacali ricordano che la legge 146/90 garantisce già i servizi minimi e protegge il diritto alla mobilità. A loro avviso, introdurre nuovi obblighi non risolve i problemi del settore: servono investimenti in infrastrutture, personale, rispetto dei contratti e dei pagamenti, e un intervento urgente sulle inefficienze aziendali che si riflettono sul servizio pubblico.
In crescita anche le aggressioni e le violenze verso gli operatori della mobilità: altro detonatore che alimenta il ricorso allo sciopero.

Secondo i sindacati, comprimere ulteriormente un diritto costituzionale già limitato non è la strada per migliorare la mobilità, ma soltanto un modo per aggravare le tensioni.

Sul fronte politico, intanto, arriva la voce del centrodestra. Edmondo Cirielli difende la riapertura dei termini del condono edilizio del 2003, definendola un “atto di giustizia” atteso da migliaia di famiglie campane che, sostiene, hanno costruito per necessità e non per abusivismo aggressivo. Ringrazia i parlamentari campani che hanno portato avanti la proposta e promette che, in caso di vittoria alle regionali, la Campania sarà la prima a recepirla.

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