Attualità
Germania: entro il 2030 ci saranno migliaia di licenziamenti
Un settore in trasformazione, numeri preoccupanti
L’industria automobilistica tedesca si trova al centro di una trasformazione profonda: l’elettrificazione dei motori, la digitalizzazione, la delocalizzazione di alcune attività e l’aumento dei costi energetici stanno modificando radicalmente il panorama occupazionale.
- Uno studio del Prognos Institute commissionato dall’Associazione dell’industria automobilistica tedesca (VDA) stima che, tra il 2019 e il 2023, siano già stati persi circa 46.000 posti di lavoro nel settore automobilistico, soprattutto in occupazioni legate ai motori a combustione interna.
- Se questa trasformazione dovesse continuare con il ritmo attuale, lo stesso studio prevede che entro il 2035 il settore argentino potrebbe perdere altri ~140.000 posti, arrivando a ~186.000 posti in meno rispetto al 2019.
Le stime a 2030: perché il dato di 98.000 posti non torna
- Una delle analisi più recenti, quella di Strategy& / PwC, parla di una riduzione della domanda di forza lavoro nel comparto auto in Germania da circa 770.000 addetti attuali a 680.000 entro il 2030, con una differenza di ~90.000 posti di lavoro che si prevede diventeranno “obsolete” per via degli effetti di digitalizzazione, automazione, outsourcing e cambiamenti tecnologici nei profili richiesti.
- Questo numero (~90.000) è spesso riportato come “posti a rischio”, ma significa che alcuni ruoli non saranno più necessari o subiranno cambiamenti tali da renderli non riconoscibili come tali, non che tutte queste persone perderanno il lavoro senza alternativa.
Le cause principali
- Elettrificazione dei motori: i veicoli elettrici richiedono meno componenti meccanici rispetto ai motori a combustione, il che riduce la domanda di manodopera nelle fasi tradizionali di produzione motori, cambi, scarico, etc.
- Automazione e digitalizzazione: sempre più processi vengono automatizzati e molti ruoli tradizionali sono sostituiti da software, robot, o richiedono competenze tecnologiche nuove.
- Delocalizzazione / outsourcing: alcune attività si stanno spostando fuori dalla Germania, sia verso altri paesi europei che verso aree con costi del lavoro più bassi. Questo impatta soprattutto l’indotto e le imprese fornitrici di componenti.
- Invecchiamento della forza lavoro: molti dipendenti sono prossimi al pensionamento, e in alcuni segmenti, le uscite non sono compensate da nuove entrate con le competenze giuste.
- Pressione economica, regolamentare, e competitiva: costi dell’energia elevati, tasse, normative ambientali più rigide, e la crescente concorrenza internazionale — soprattutto dall’Asia — mettono sotto pressione le aziende tedesche.
Imprese coinvolte e misure già annunciate
- Volkswagen ha già annunciato che eliminerà oltre 35.000 posti di lavoro nei propri stabilimenti tedeschi entro il 2030, nell’ambito di un piano per migliorare l’efficienza.
- Bosch, un grande fornitore tecnologico, prevede tagli significativi nella sua divisione auto per via della riduzione della domanda di componenti tradizionali e della riorganizzazione verso nuove tecnologie.
Cosa indicano i dati e cosa può succedere
- Il numero “98.000 posti di lavoro a rischio entro il 2030” non appare in nessuno studio recente come previsione ufficiale: il dato più vicino è la proiezione di ~90.000 ruoli obsoleti entro il 2030 secondo PwC/Strategy&.
- Tuttavia, le stime per tempi più lunghi — 2035 — sono più allarmanti, parlando di oltre 180.000-190.000 posti in meno rispetto a oggi, se non verranno messe in campo politiche di accompagnamento, formazione, incentivazione, innovazione.
- Per limitare le perdite, occorrono interventi: programmi massicci di riqualificazione professionale, incentivi per la produzione “verde”, sostegno alle imprese fornitrici, politiche energetiche stabili, semplificazione normativa, incentivi agli investimenti.
