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Attualità

Spiagge del nord semi-deserte, gestori allarmati e consumatori inferociti per i prezzi

Presenze in calo: 20–30% in meno secondo gli stabilimenti

Assobalneari (Federturismo – Confindustria) denuncia un calo drastico delle presenze e dei consumi nei lidi italiani, calcolando una flessione tra il 20% e il 30% rispetto agli anni scorsi. Le spiagge risultano affollate solo la domenica, mentre per il resto della settimana restano spesso semivuote, penalizzate dagli effetti del caro vita — bollette, generi alimentari, mutui e altro.

Anche il Sindacato Italiano Balneari evidenzia una caduta del 15% delle presenze a luglio, con punte del 25% in regioni come Calabria ed Emilia-Romagna.


2. Tariffe bollenti: rincari fino al 32% e ombrelloni carissimi

Sul fronte dei consumatori, Assoutenti e Codacons parlano apertamente di “prezzi fuori controllo” negli stabilimenti balneari:

  • La spesa media per ombrellone e due lettini è salita da 182€ nel 2021 a 212€ nel 2025 (+17%)
  • Secondo l’ISTAT, le tariffe per lidi e piscine sono aumentate in media del 32,7% dal 2019
  • In località prestigiose, si arriva a cifre esorbitanti: fino a 600–1.500€ al giorno per strutture esclusive

Scontro di versioni e responsabilità in campo

  • Gestori: Attribuiscono il calo delle presenze al potere d’acquisto ridotto delle famiglie italiane e al rallentamento del turismo straniero. Sostengono che tali giustificazioni non consentono margini per abbassare le tariffe senza mettere a rischio le imprese.
  • Consumatori e associazioni: Denunciano un modello balneare insostenibile, con prezzi anche per un semplice ombrellone diventati un lusso. Alcuni personaggi famosi come Alessandro Gassmann e Salvo Sottile hanno puntato il dito contro l’eccessiva monetizzazione delle spiagge.

Sintesi: cause, effetti e prospettive

Fattore Gestori Consumatori / Associazioni
Presenze -20% / -30% sviluppo anno su anno Spiagge vuote durante la settimana
Prezzi Temporanei e difficili da abbassare Aumenti insostenibili, esigenze di ribassi
Responsabilità Crisi economica e inflazione generale Politiche tariffarie sbilanciate
Speranza finale Rilancio ad agosto Ripensamento del modello: più accessibilità

Questa estate il settore balneare è al centro di una frattura evidente: da un lato gestori impegnati a resistere all’impatto della crisi economica, dall’altro famiglie che denunciano come il mare sia diventato un salasso. Per preservare il turismo costiero, sarà cruciale trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e accessibilità reale del servizio.

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