Attualità
Un confronto necessario: Eni, MASE e cittadini a Crotone
Lo stato della bonifica: numeri, sospensioni e critiche
Il progetto di bonifica dell’ex area industriale di Crotone, gestito da Eni Rewind (successore di Enichem e Pertusola), ha già assorbito oltre 220 milioni di euro per i lavori e altri 70 milioni in risarcimenti legati a una sentenza del 2012 a favore del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) .
Tuttavia, l’avvio degli scavi previsto per il 20 gennaio 2025 è stato sospeso. Regione, Comune e Provincia di Crotone, supportati da ricorsi al TAR, hanno diffidato Eni e la discarica Sovreco in attesa del pronunciamento del tribunale (udienza fissata al 19 febbraio 2025) .
Eni ha dichiarato che non proseguirà gli scavi finché non ci saranno certezze su dove smaltire i rifiuti pericolosi. Attualmente mancano discariche alternative in regione, e sono in corso contatti con impianti in Svezia e Germania, benché anche questo sollevi critiche dal mondo ambientalista .
Le istituzioni regionali e comunali: pressione e resistenza
Il TAR Calabria ha ricevuto diversi ricorsi:
- di Scandale, Strongoli, Santa Severina e Partito Democratico per impugnare il decreto del MASE che autorizza lo smaltimento a Crotone, definendolo una violazione della salute e della normativa.
- di Regione Calabria, Comune e Provincia che chiedono di portare i rifiuti fuori dalla regione, come previsto dal Piano Operativo di Bonifica (POB) emanato nel 2019.
Il sindaco Voce ha rimarcato il ritardo e l’inadeguatezza nell’individuazione delle discariche, affermando che “i rifiuti pericolosi devono essere smaltiti fuori regione” e ha salutato con favore la sospensione temporanea del decreto del 1° agosto .
Mobilitazione civica e politica
Il consiglio comunale, su impulso dell’opposizione («Stanchi dei soliti» e altri consiglieri), ha depositato una mozione per denunciare Eni per “omessa bonifica”, sostenendo che senza un’azione concreta la salute dei cittadini è a rischio.
Associazioni come “Ambiente e Salute”, WWF e ARCI chiedono massima trasparenza, con un ricorso al TAR e una condizione di cautela verso le proposte di inviare i rifiuti all’estero .
Ruolo del commissario Errigo: ordinanze e misure straordinarie
Il commissario straordinario per il SITO SIN di Crotone‑Cassano, Emilio Errigo, ha emesso l’Ordinanza n. 1/2025, che:
- impone a Eni di avviare senza ulteriori ritardi le misure richieste dal POB Fase 2,
- dispone il conferimento di rifiuti presso la discarica Sovreco (ex Paur),
- prevede che la Regione aggiorni il Paur entro 10 giorni .
Questa presa di posizione ha innescato reazioni forti: Comune e Provincia hanno definito la scelta un vero e proprio “schiaffo al territorio” e annunciato la sospensione di ogni dialogo tecnico-istituzionale con la struttura commissariale.
Il confronto con i cittadini: tra apertura e tensioni
Dopo mesi di conflitti istituzionali, Eni e il MASE hanno avviato un confronto diretto con la popolazione, segnando un cambio di passo. Questo dialogo include:
- Assemblee pubbliche aperte alla partecipazione delle comunità interessate,
- Spazi di incontro con associazioni ecologiste, rappresentanti istituzionali e comitati,
- Condivisione di dati tecnici sull’avanzamento dell’opera e sulle soluzioni alternative per lo smaltimento .
L’obiettivo dichiarato è ricucire la fiducia del territorio, dimostrare l’impegno per la tutela ambientale e trovare soluzioni condivise.
La bonifica di Crotone è un tema centrale per la salute, l’ambiente e il futuro della comunità. Dopo anni di scontri e ritardi, Eni e MASE stanno tentando un’apertura al dialogo con la popolazione, nonostante restino forti tensioni su dove e come smaltire i rifiuti. Il coinvolgimento attivo di enti locali, associazioni e cittadini è oggi più che mai decisivo per condurre la bonifica a un esito condiviso e trasparente.
