Motori
Stellantis: compensi milionari per Tavares mentre l’industria automobilistica italiana affonda
Il 2024 è stato un anno difficile per l’industria automobilistica, e la situazione in Italia è risultata ancora più drammatica. Stellantis, il gigante automobilistico che nasce dalla fusione tra Fiat Chrysler e PSA, ha registrato un calo dei ricavi del 17% rispetto all’anno precedente. La produzione di automobili in Italia è tornata ai livelli del 1956, un dato che segna una netta regressione rispetto agli anni più recenti.
In un contesto così negativo, la notizia delle dimissioni di Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, ha scatenato molte polemiche. Tavares, che aveva preso il timone dell’azienda nel gennaio 2021, ha lasciato il suo posto il 1° dicembre 2024, con un anno di anticipo rispetto alla fine del suo mandato. La sua uscita, però, è stata accompagnata da una buonuscita miljonaria e da compensi da record.
Il consiglio di amministrazione di Stellantis ha approvato durante l’assemblea annuale degli azionisti, tenutasi il 15 aprile, un pacchetto retributivo per Tavares che ammonta a 35 milioni di euro per il 2024. Questa cifra include un bonus, incentivi a lungo termine e una buonuscita di 12 milioni di euro. La retribuzione è stata approvata con il 66,92% dei voti favorevoli, mentre il restante 33% degli azionisti si è opposto a tale generosità nei confronti dell’ex amministratore delegato.
Tavares ha ricoperto il ruolo di CEO dal gennaio 2021, anno della nascita di Stellantis, fino alle sue dimissioni nel dicembre 2024. In tre anni di gestione, ha ricevuto oltre 100 milioni di euro tra salario, bonus e azioni, cifre che per molti risultano esagerate, soprattutto considerando i risultati negativi ottenuti dall’azienda nel 2024.
Il dato delle dimissioni e dei compensi di Tavares ha sollevato molte critiche, in particolare dai sindacati e dalla politica. Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil, ha commentato aspramente la situazione, definendo inaccettabile che i manager e gli azionisti siano premiati mentre i lavoratori di Stellantis continuano a subire la cassa integrazione. Il sindacalista ha messo in luce come il 2025 possa essere ancora peggiore del 2024, con un’ulteriore riduzione della produzione e un aumento della disoccupazione.
De Palma ha anche lanciato una campagna per l’integrazione salariale dei lavoratori che sono stati colpiti dagli ammortizzatori sociali e ha chiesto un intervento diretto del governo italiano, affinché venga convocato il presidente di Stellantis, John Elkann, insieme alle organizzazioni sindacali per trovare una soluzione che ponga al centro il lavoro e l’industria automobilistica.
Questa situazione segna un momento critico per Stellantis e per l’intero settore automobilistico italiano, dove la frustrazione cresce tra i lavoratori mentre i dirigenti ottengono compensi record. In questo scenario, il futuro dell’industria auto in Italia appare sempre più incerto, con molte domande sul futuro del lavoro nel settore e sulle scelte industriali che dovranno essere fatte.
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